35 anni fa questa serie horror fu così spaventosa da diffondere una fobia collettiva

Nel novembre del 1990, sugli schermi televisivi americani andò in onda una miniserie horror che avrebbe segnato in modo profondo l’immaginario collettivo, arrivando a interessare paure reali ben oltre la finzione. Un evento seguito da milioni di spettatori, discusso a lungo negli anni successivi e capace di imprimersi soprattutto nella memoria di chi all’epoca era ancora molto giovane. A distanza di 35 anni, il suo lascito non si misura solo in termini di successo o di culto, ma anche per un effetto inatteso e duraturo: aver contribuito a rendere popolare una fobia oggi diffusissima, quella dei clown. Solo alla fine di quel primo, disturbante incontro televisivo, il pubblico scoprì che dietro quell’incubo si nascondeva ESSO.

La miniserie, tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King e diretta da Tommy Lee Wallaceraccontava la celebre storia di un’entità mutaforma che si nutre delle paure dei bambiniassumendo l’aspetto più adatto a terrorizzarli. La scelta di incarnare il maschio in un clown si rivelò decisiva. Lontano dall’essere una figura semplicemente grottesca, il Pennywise interpretato da Tim Curry era ambiguo, insinuante, capace di alternare toni amichevoli a improvvisi scatti di violenza. Il suo volto truccato, il sorriso fisso e lo sguardo imprevedibile agivano su un livello istintivo, rendendo difficile per lo spettatore distinguere tra gioco e minaccia.

La coulrofobiaovvero la paura irrazionale dei clown, non nasce con ESSOma la miniserie degli anni ’90 ebbe un ruolo fondamentale nel portarla al centro della cultura popolare. Le sue radici sono però molto più antiche e affondano nella storia stessa della figura del clown. Già tra Otto e Novecento, con l’affermarsi dei clown circensi e teatraleiniziò a diffondersi un’immagine ambivalente, sospesa tra comicità e inquietudine. Personaggi come il Pierrot Malinconico olio clown tragico della tradizione europea mettevano in scena una maschera che nascondeva dolore, instabilità e imprevedibilità. Nel corso del tempo, il trucco pesante e le espressioni forzate hanno accentuato questa ambiguità: il volto artificiale cancella i segnali emotivi autentici, altera i tratti umani e rende difficile interpretare le intenzioni di chi lo indossa.

ESSO sfruttava proprio questa ambiguità, trasformandola in un elemento narrativo centrale. Pennywise attirava le sue vittime con promesse di divertimento e spensieratezza, salvo poi rivelare una natura predatoria e sadica, capace di colpire quando la fiducia era ormai concessa. Un fattore chiave dell’impatto della miniserie fu il contesto televisivo. A differenza dell’esperienza cinematografica, ESSO entrava direttamente nelle case degli spettatoriinsinuandosi in un ambiente percepito come sicuro. Le apparizioni del clown avvenivano in luoghi quotidiani e rassicuranti: strade di periferia, bagni pubblici, biblioteche. Questo contribuiva a rafforzare l’idea che l’orrore poteva nascondersi dietro l’ordinario, amplificando il senso di vulnerabilità e rendendo la paura più difficile da elaborare, soprattutto per un pubblico infantile.

Nel corso degli anni, l’immagine di Pennywise ha continuato a battere la rappresentazione dei clown nell’horror, diventando un riferimento inevitabile. Quando il termine coulrofobia ha iniziato a diffondersi nel linguaggio comune e nei media, ESSO è stato spesso indicato come uno dei principali responsabili di quella diffidenza collettiva. Non perché abbia inventato la paura, ma perché le ha dato una forma iconica, facilmente riconoscibile e impossibile da dimenticare.

A 35 anni dalla sua prima messa in onda, la miniserie di ESSO resta un esempio emblematico di come un racconto horror possa incidere sulla percezione reale delle paure. E oggi che quell’immaginario è tornato in auge grazie alla serie Benvenuti a Derryviene ribadito il fatto che Pennywise ha trasformato una figura tradizionalmente associata all’infanzia e all’intrattenimento in un simbolo duraturo di inquietudine, contribuendo a radicare la coulrofobia nell’immaginario di intere generazioni.

Leggi anche: IT: Benvenuti a Derry, l’ultimo colpo di scena stravolge completamente la storia di Pennywise!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

spot_img

More from this stream

Recomended