per molti questo è già il fantascienza del 2026 da non perdere

Il 2026 si sta presentando come uno di quegli anni in cui l’attesa, per chi ama il cinema di spettacolo, si misura in appuntamenti segnati con largo anticipo: dal raduno supereroistico di Vendicatori: il giorno del giudizio al ritorno di L’Uomo Ragno con Nuovo giornosenza dimenticare l’epica promessa di L’Odissea di Christopher Nolan e l’evento sci-fi Giorno della divulgazione firmato Steven Spielberg. Titoli diversissimi, eppure legati da un’idea comune di grande schermo come esperienza totale, tra immaginazione, meraviglia e senso dell’avventura. E proprio nel punto d’incontro tra ambizione autoriale e intrattenimento ad alto tasso di stupore sembra inserirsi un altro film in arrivo tra poche settimane nelle vendite: Progetto Ave Mariadi cui nelle ultime ore sono arrivate le prime reazioni della stampa.

Tratto dal romanzo omonimo pubblicato nel 2021 da Andy Weir, Progetto Ave Maria mette Ryan Gosling Nei panni di Ryland Grace, insegnante di scienze dalla mente brillante che si risveglia solo su un’astronave a anni luce dalla Terra, senza memoria di come sia finito lì. Un po’ a poco, mentre i ricordi riaffiorano, l’uomo ricostruisce la missione impossibile che lo ha portato oltre i confini conosciuti: fermare una misteriosa entità che sta minacciando il Sole e, con lui, la sopravvivenza dell’umanità. Alla regia ci sono Phil Lord e Christopher Millercoppia che negli anni ha alternato ironia e invenzione visiva, qui chiamata a misurarsi con un racconto che promette di tenere insieme commedia, tensione e sentimento. Accanto a Gosling, il cast comprende Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung, Liz Kingsman e James Ortiz.

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Dopo una proiezione riservata alla stampa in vista dell’uscita, le prime impressioni hanno acceso subito l’hype, non solo per la portata dello spettacolo ma anche per la sensazione che il film possa ambire a qualcosa di più del semplice “evento” di stagione. Il critico Eric Marchen, su X, lo ha definito senza mezzi termini «il primo grande blockbuster del 2026», aggiungendo: «La odissea nello spazio imperdibile di Phil Lord e Christopher Miller decolla come il primo grande blockbuster del 2026. La cinematografia fuori dal mondo di Greig Fraser mira alle stelle restando però ancorata a una performance stellare di Ryan Gosling. Questo film SPACCA!». Sulla stessa linea Adriano Caporusso, che ha sottolineato come l’ultima prova di Lord & Miller giochi su un legame centrale tra i personaggi: «Project Hail Mary: l’ultimo film di Lord & Miller spinge una bromance alla Short Circuit fino a un estremo isterico mentre, allo stesso tempo, consegna un’epopea spaziale da batticuore che porta la vera umanità al centro della scena, ma non senza alcune immagini da lasciare a bocca aperta accanto».

Più cauto, ma comunque conquistato dal carisma del protagonista, Barry Hertz del Globe and Mail: «Una sceneggiatura non proprio più veloce della luce con troppi finali e un punto di trama cruciale che evapora, più un’apparente obbligazione aziendale verso il catalogo Rocky di Amazon, non possono sopprimere il fascino grande quanto una galassia di Ryan Gosling». Scott Menzel, invece, si è spinto fino alla parola “capolavoro”, prevedendo un forte percorso nella stagione dei premi: «Project Hail Mary è un risultato epico cinematografico. Phil Lord e Chris Miller riescono in qualche modo ad alzare di nuovo l’asticella, consegnando quello che non è solo il loro film più ambizioso fino a oggima probabilmente il loro più riuscito». E Jeff Conway ha riassunto così la miscela di toni: «Un mix riuscito e sofisticato di umorismo, fantascienza, dramma e suspense. Ryan Gosling è la stella splendente di questa storia compassionevole sulla connessione e sul sfidare le probabilità, mentre Sandra Hüller è il cuore tenero di questo bellissimo film».

Lo stesso Gosling, presentando in passato alcuni minuti di filmati insieme ai registi e allo lo sceneggiatore Drew Goddardaveva spiegato il legame con il personaggio, insistendo sulla sua “normalità” di fronte all’impossibile: «Mi sono connesso alla sua riluttanza. A parte il fatto che ha un dottorato in biologia molecolare, è una persona ordinaria in una situazione straordinaria. Reagisce a molte cose nel modo in cui potrei reagire io o in cui potrebbero reagire molti di noi. È spaventato in modo appropriato dal compito che ha davanti. È qualcuno che sulla Terra aveva rinunciato a sé stesso, e gli viene data un’opportunità per credere di nuovo in sé stesso. È stimolante attraversare questo viaggio con lui perché in qualche modo trova il coraggio di mettere un piede davanti all’altro e continuare ad andare avanti».

L’ultima Missione: Progetto Ave Maria arriva nelle vendite italiane dal 19 marzo 2026 con Eagle Pictures e, a quanto pare, è il sci-fi da non perdersi in questa prima parte dell’anno. Lo vedrai?

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