Addio a Giorgio Gosetti, critico, operatore culturale, intellettuale e direttore del festival

Una bruttissima notizia ha sconvolto il mondo del cinema italiano. Stroncato da un infarto improvviso ci ha lasciato Giorgio Gosetti, uno dei critici più competenti del nostro paese, direttore del Noir in Festival ea lungo della Casa del Cinema e delle Giornate degli autori della Mostra del cinema di Venezia.

In un periodo non certo avaro di brutte notizie ne è arrivata una bruttissima per tutti noi che lavoriamo nel settore, proprio mentre eravamo impegnati in una attività stampa. Giorgio Gosetticritico, giornalista, intellettuale, direttore di festival e operatore culturale è morto, stroncato da un infarto, a soli 70 anni nella notte del 6 marzo. Al di là delle parole di circostanza che si sprecano in queste occasioni, a titolo personale posso affermare, avendo lavorato nel suo staff al Noir in Festival di Coumayeur e ad altri festival da lui diretti dal 1996 al 1999, che è stato in assoluto la persona da cui lavorativamente parlando ho appreso di più e ho avuto modo di toccare con mano la sua eleganza, perspicacia, intelligenza umana e, soprattutto, di apprezzarne una virtù oggi ahimé in disuso, ovvero la competenza. La sua premtura scomparsa ci addolora sinceramente e vogliamo ricordarne, ancora increduli, la lunga e straordinaria carriera.

Giorgio Gosetti: un intellettuale che lascia un vuoto difficile da colmare

Giorgio Gosetti era nato a Venezia il 6 febbraio 1956, come riporta l’ANSA con cui aveva a lungo collaborato e che proprio il giorno prima della sua improvvisa scomparsa aveva ospitato il suo ultimo articolo, uno di quei pezzi ben scritti, precisi e densi di informazioni e intuizioni critiche con cui aveva arricchito libri e cataloghi di festival nel corso della sua carriera. Era un uomo di cultura, che parlava benissimo francese e inglese, e assisteva alle sue presentazioni era sempre un piacere. Il primo festival da lui fondato fu Antennacinema, a Conegliano Veneto, assieme a Michelangelo Dalto e Carlo Di Carlo, Poi era stato vicedirettore del festival di Venezia durante i bellissimi anni della gestione di Gillo Pontecorvo e per la Mostra del cinema aveva ideato Le Giornate degli Autori. Il suo fiore all’occhiello, dopo gli indimenticabili anni al MystFest con Irene Bignardiera il Noir al Festival di Courmayeur, fondato nel 1991 e svoltosi nella città valdostana fino allo spostamento e Milano. Negli anni in cui ho avuto il piacere di collaborare al festival abbiamo avuto ospiti come Paul Verhoeven, Christopher Lee, Jimmy Sangster, William Friedkin (fu Giorgio a suggerirmi il sottotitolo del libro che preparai per l’occasione, “Il brivido dell’ambiguità”), il suo grande amico Dario Argento, Charlize Theron, Taylor Hackford, Helen Mirren, Patrice Wymore (ultima moglie di Errol Flynn), Jack Cardiff, lo scrittore James Crunmley e moltissimi personaggi altri cinematografici e letterari. Sempre preparatissimo, come “caposquadra”, come accennavo all’inizio, era straordinario: sapeva scegliere i suoi collaboratori e dava loro piena fiducia, affidando loro compiti magari mai svolti prima, senza abbandonarli in caso di difficoltà ma mettendoli alla prova sul campo, capace anche di smorzare e pacificare eventuali conflitti. A lungo Gosetti è stato anche direttore della Casa del cinema di Roma, era docente al DAMS di Bologna e ha scritto saggi bellissimi su Alfred Hitchcock, Marguerite Duras, Orson Welles, Carlo Lizzani e tanti altri, alcuni dei quali inseriti nelle pubblicazioni del Noir in Festival, che restano esemplari per la chiarezza della scrittura e la precisione dei contenuti. Non è certo tutta qua, la vita professionale di Giorgio Gosettiche lascia un vuoto enorme in chi lo ha conosciuto e apprezzato e in tutti coloro che lavorano nell’ambiente del cinema. Le nostre condoglianze più sentite alla famiglia ea tutti i suoi collaboratori.

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