
Cinque paesi molto diversi e titoli che spaziano fra i generi si contendono l’Oscar 2026 per la categoria miglior film internazionale. Vediamo di conoscere meglio i cinque film e il favorito che porterà a casa la statuetta più prestigiosa.
Gli Oscar diventano ogni anno più internazionali, con buon ritmo della politica presidenziale che da quelle parti è sempre più protezionista e orientata all’americanità, sempre e comunque. In questa analisi sui candidati per il film internazionale, una cosa che si nota subito è come vari fra questi titoli hanno candidatura anche al di là dello steccato della cagtegoria. Del resto negli ultimi anni sono stati Io sono ancora qui, Vite Passate, Anatomia di una caduta Guida la mia macchina, Minari o il capostipite di questo trend, Parassitache nel 2020 vinse addirittura il premio per la categoria più importante, quella del miglior film.
In ques Oscar 2026 la lotta per il miglior film internazionale ci rimanda allo scorso Festival di Cannesdove sono stati presentati in prima mondiale quattro dei cinque film candidati, che hanno in comune il distributore negli Stati Uniti, Neon, mentre il quinto titolo è stato visto a Venezia. Tra le nomination agli Oscar 2026 questa è davvero una categoria che presenta film di grande qualità, provenienti da paesi così diversi come la Tunisia, per un film ambientato a Gaza, la Spagna, per un film ambientato invece in Marocco, e la Francia, rappresentata con un film girato in farsi e interamente filmato in Iran da un regista iraniano. Se il cinema è inevitabilmente politico – mi spiace Wim Wenders – e gli Oscar lo sono ancor di più, sicuramente una vittoria di un film proveniente da un paese attualmente in guerra con gli Stati Uniti avrebbe una fortissima valenza interna, diciamo certo non favorevole alla presidenza Trump.
Ma il preferito sembra un titolo che si concentra sulle emozioni ei sentimenti complessi generati all’interno di una famiglia negli anni, un film profondamente intimo e universale come Valore sentimentalecon le sue nove nomination complessive. Ma vediamo di conoscere meglio i nominati.
I 5 candidati per l’Oscar Internazionale
- L’agente segreto (Brasile)
- Un semplice incidente (Francia)
- Valore sentimentale (Norvegia)
- Sirât (Spagna)
- La voce di Hind Rajab (Tunisia)
L’agente segreto
Una carriera di anni come critico per un importante quotidiano brasiliano, e poi, come successo frequentemente ai tempi della nouvelle vague, il passaggio alla regia. Quello di Kleber Mendonça Filho è un percorso affascinante che ci conduce nella storia più dolorosa del suo paese. Al quarto film ha presentato per la prima volta un film in concorso a Cannes, L’agente segretoambientato nella sua città del nord del Brasile, Recife, nel 1977, negli ultimi anni della dittatura militare. In una tessitura elaborata ricostruisce il percorso di un professore universitario che, durante i festeggiamenti in città del carnevale, si rifugia presso una donna comunista come vero e proprio rifugiato politico. Il suo è un passato pieno di segreti, in un film affascinante capace di ricostruire la tensione e l’inquietudine di anni crucialicon una magnifica interpretazione di Wagner Mouracandidato come miglior attore. Una delle quattro nomination del film.
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Un semplice incidente
Ci sono film che hanno una storia anche dietro le quinte, come Un semplice incidenterealizzato con il “metodo” Jafar Panahi, cioè in clandestinità, con una troupe limitata e attori che si prendono sulle spalle il rischio di girare un film sgradito al regime, solo per il fatto di raccontare il paese con sincerità e con la consueta capacità del grande autore iraniano di unire semplicità e profondità. È il suo film più politico e diretto, portato fuori dal paese come ha fatto il regista, che è uscito dal confine in una zona remota di montagna per evitare l’ennesima condanna politica del governo, anche se ora è pronto a tornare, guerra permettendo. Un banale incidente di notte, una macchina che investe un cane e viene portata in officina per essere riparata, scatena una serie di eventi che rappresentano il paese di oggi, con un uomo che incontra per caso una persona che pensa di essere il suo torturatore in prigione anni prima. La sua vittoria sarebbe sorprendente, ma una dichiarazione politica molto forte da parte di un’Academy costituita ormai da molti votanti provenienti da fuori dagli Stati Uniti.
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Valore sentimentale
Non si sono dubbi che il favorito, per i bookmaker e un po’ tutti, sia Valore sentimentalemagnifico film capace di indagare nel terrificante mondo della famiglia e dei suoi meccanismi insondabili. Un titolo che potrebbe mettere d’accordo tutti, che difficilmente si dividerà e può diventare uno dei favoriti votati per molti. Sorpresa di Cannes, segna il ritorno di Renate Reinsve in un film di Gioacchino Treviri dopo la collaborazione molto proficua di La persona peggiore del mondo. Il film ha ottenuto ben nuova candidatura complessive, con buone possibilità per Skarsgard e per la sceneggiatura di portare a casa una statuetta ulteriore. Il percorso di riavvicinamento di due sorelle con l’ingombrante padre è tortuoso e appassionante, gli interpretazioni sono magnifici e l’emozione, se non la commozione, è inevitabile.
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Sirât
Lo spazio dedicato al cinema più sperimentale, quello con grandi ambizioni che cerca di colpire lo spettatore dove è più vulnerabile, quest’anno agli Oscar è occupato da Sirât dello spagnolo di casa a Parigi Oliver Lax. Uno di quei film che ha diviso brutalmente, scatenato salutari discussioni e litigi fra amici alla fine dello spettacolo, con protagonista un volenteroso Sergio López. Il suo personaggio, Luis, sta viaggiando nel sud del Marocco insieme a suo figlio, Esteban. Stanno cercando la figlia, scomparsa da cinque mesi e vista l’ultima volta a un festival nel deserto. Mentre i due passano da una festa all’altra, sentono parlare di un rave quasi leggendario vicino al confine con la Mauritania. Un luogo incandescente, in ogni senso, mentre il film è sempre più drammatico e funereo man mano che si avvicina alla parte finale. “Fra Paradiso e Inferno”, come ama dire il regista. Premio della Giuria a Cannes, ma pochissime speranze di statuetta agli Oscar. Come si suol dire, già la nomination è una grande vittoria.
La voce di Hind Rajab
Unico film in corsa presentato a Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento e sconvolto emotivamente spettatori e addetti ai lavori per la potenza dell’atto di accusa nei confronti del massacro israeliano a Gaza, nel corso dei mesi ha forse perso un po’ di slancio nella gara, ma è senz’altro già un grande traguardo essere tra i cinque film internazionali dell’anno. La voce di Hind Rajab concorre per la Tunisia, il paese natale della regista, Kaouther Ben Hania, che per la prima volta ottiene una nomination all’Oscar. Il film racconta dell’omicidio di Hind Rajabuna bambina palestinese di cinque anni uccisa nel gennaio 2024 dall’esercito israeliano assieme a sei familiari e due paramedici nel corso dell’invasione israeliana della Striscia di Gaza, inserendo nel film la vera registrazione della sua telefonata agli operatori emergenza. Il film ha superato i 4 milioni di euro di incasso nei cinema italiani.
