25 anni fa, la morte scioccante di questo personaggio è cambiata sempre la TV

Nel panorama televisivo di oggi, abituato a una serie capace di eliminare personaggi amatissimi senza preavviso, può sembrare strano ricordare quanto una scelta del genere fosse rara fino a pochi decenni fa. Prima di Game of Thrones, Morti che camminano o Breaking Badla morte improvvisa di un volto centrale era ancora percepita come una decisione rischiosa, quasi un tabù. Eppure, all’inizio degli anni Duemila, una serie ha contribuito a cambiare le regole: 24.

Il thriller in tempo reale con Kiefer Sutherland nei panni di Jack Bauer arrivato nel 2001 e impone subito un nuovo modo di costruire la tensione televisiva. Ogni stagione raccontava una singola giornata, scandita ora dopo ora, con il protagonista impegnato a fermare attenti, complotti e tradimenti interni. In un racconto così serrato, il pericolo non era mai soltanto teorico: quasi nessuno poteva considerarsi davvero al sicuro.

Il primo grande shock è arrivato già nel finale della prima stagione, con la morte di Teri Bauermoglie di Jack e personaggio centrale dell’intero arco narrativo. Nel corso del cosiddetto Primo giornoTeri non era stata una semplice figura secondaria: insieme alla figlia Kimera stata coinvolta direttamente negli eventi della giornata, tra rapimenti, fughe e minacce sempre più drammatiche. Proprio per questo, il suo destino colpì il pubblico con una forza inattesa.

Nel finale, Jack scopre che Nina Myerssua ex amante e collega fidata al CTU, è in realtà la talpa che stava cercando da ore. Quando Teri scopre la verità, Nina la lega e la uccide. La scena finale mostra Jack che trova il corpo senza vita della moglie e la corda tra le braccia, distrutta dal dolore. A rendere tutto ancora più potente è il celebre conto alla rovescia della serie, che per la prima volta si chiude senza alcun suono: il cosiddetto orologio mutodestinato a diventare uno dei segni distintivi delle morti più importanti di 24.

Per una serie generalista dei primi anni Duemila, chiudere una stagione con una nota così tragica era una scelta tutt’altro che scontata. Sarebbe stato più rassicurante concedere a Jack e Teri un lieto fine, oppure lasciare la loro sorte in sospeso. Non a caso, vennero girati anche finali alternativi più felici, ma alla fine prevalse l’idea che la storia dovesse terminare nel modo più doloroso possibile per il protagonista.

La morte di Teri Bauer non fu la prima grande morte nella storia della televisione, ma contribuì a normalizzare una nuova idea di serialità. Il pubblico capì che anche i personaggi percepiti come fondamentali potevano essere sacrificati all’improvviso, senza protezioni narrative e senza consolazione. Era un messaggio fortissimo: in 24quasi nessuno era davvero intoccabile.

Negli anni successivi, molte serie avrebbero seguito quella strada. Perduto, Sei piedi sotto terra, I Soprano, Il filo, Grey’s Anatomy e Breaking Bad avrebbero trasformato le morti scioccanti in uno strumento narrativo sempre più centrale. Più avanti, Morti che camminano e Game of Thrones Avrebbero portato questa logica alle estreme conseguenze, facendo dell’incertezza sulla sopravvivenza dei personaggi una parte fondamentale dell’esperienza televisiva.

Anche 24nelle stagioni successive, avrebbe continuato a usare questa strategia con altre morti improvvise e traumatiche, come quelle del presidente David Palmer o di Ryan Chappelle. Tuttavia, il destino di Teri resta uno dei momenti più importanti della serie, perché arrivare alla fine della prima stagione e definire immediatamente la brutalità emotiva del racconto.

A distanza di 25 anni, quella scena merita di essere ricordata come uno dei passaggi che hanno contribuito a cambiare la televisione. Non solo perché ha segnato per sempre Jack Bauer, ma perché ha dimostrato che una serie poteva chiudere una stagione lasciando il pubblico senza conforto. La morte di Teri Bauer ha aperto la strada a una TV più crudele, imprevedibile e disposta a mettere davvero in gioco i propri personaggi.

Fonte: ScreenRant

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