“I Cesaroni 8? Ne stiamo parlando con Netflix” * Biccy

Claudio Amendola è molto affettuoso a Io Cesaroni e, dopo aver rispolverato la serie a distanza di dodici anninon sembrerebbe volerla lasciare più. Anche perché la settima stagione, andata in onda su Canale 5 e conclusasi circa un mese fa, ha lasciato il finale aperto lasciando ipoteticamente spazio a molte altre storie da raccontare.

Quel che è certo, però, è che l’eventuale ottava stagione non vorrebbe che fosse trasmessa su Canale 5, ma su Netflixpiattaforma che attualmente ha già nel catalogo tutte e sei le stagioni precedenti e che a fine mese caricherà anche l’ultima. “Ne stiamo parlando con Netflix“.

Intervistato da ANSA nella previsione dell’arrivo de I Cesaroni – Il Ritornosu Netlix, Claudio Amendola si è tolto tutti i sassolini dalle scarpe. “Finalmente arriverà su Netflix, dove secondo me avrà lo spazio che merita. Le piattaforme hanno una programmazione che rispetta maggiormente lo spettatore e capiscono perfettamente che molti fan de I Cesaroni hanno avuto difficoltà a seguirlo in televisione quando trasmesso alle 22:30“.

Claudio Amendola strizza l’occhio a Netflix: “I Cesaroni 8? Ne stiamo parlando”

Nonostante questo, Claudio Amendola ha rivendicato gli ascolti fatti su Canale 5 (la stagione è chiusa con una media di 2.478.000 telespettatori), ma ha ribadito che le big views ad oggi vengono fatte con lo streaming e non con la programmazione televisiva.

Prima di tutto bisognerebbe guardare bene i numeri. I Cesaroni si collocano comunque nella media delle fiction di Canale 5, e questo è un dato di fatto. Sicuramente, però, la serie è stata molto penalizzata dalla gestione della messa in onda. Per quattro mesi consecutivi ho annunciato l’uscita perché mi veniva chiesto di farlo, ma la data continuava a cambiare: da ottobre si è passato a gennaio, poi a marzo e infine ad aprile. Questo ha creato confusione, disagio e anche una certa disaffezione da parte del pubblico“.

Secondo l’attore, oggi il successo di una serie non può più essere valutato soltanto sulla base dei tradizionali ascolti televisivi. “Oggi, però, credo che i numeri davvero importanti siano quelli di Infinity, che sono pazzeschi, e quelli che vedremo su Netflix. Il modo di fruire dei contenuti è completamente cambiato: le nuove generazioni, ma anche noi adulti, siamo ormai abituati a guardare ciò che vogliamo quando vogliamo, senza dover sottostare agli orari della televisione e, soprattutto, senza il continuo susseguirsi delle interruzioni pubblicitarie, che spesso risultano davvero eccessive“.

L’atteggiamento di Claudio Amendola non è molto morbido, visto che attribuisce tutta la colpa alla messa in onda e alla gestione pubblicitaria di Mediaset. Ma se il pubblico, dopo la prima puntata, è calato, forse è anche perché la trama non è riuscita a coinvolgerlo?

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