Fulminacci porta il suo disco al cinema

Il cantautore romano Fulminacci, reduce dalla fortunata esperienza a Sanremo, nel cortometraggio Calcinacci espande l’immaginario dell’omonimo disco, tra personaggi bizzarri e piccole verità quotidiane.

Quante volte lo abbiamo detto? “Questa canzone sembra un film”. Fulminacci non ci ha pensato due volte. Perché ci sono dischi che non si limitano a farsi ascoltare, ma chiedono di essere guardati. Successe proprio questo con Calcinacciil cortometraggio con cui il cantautore romano (al secolo Filippo Uttinacci) ha scelto di accompagnare l’uscita del suo nuovo album omonimo che arriva dopo la fortunata esperienza a Sanremo con Stupida sfortuna. Non è un semplice videoclip esteso, ma una piccola storia cinematografica pensata per dare corpo e forza visiva all’immaginario del disco. Noi l’abbiamo visto, e ci è sembrata una bella e originale trovata.

Calcinacci, il cortometraggio di Fulminacci per presentare i temi del disco

La scelta di Fulminacci non sorprende più di tanto se si guarda al percorso dell’artista romano. Prima ancora di diventare uno dei cantautori più brillanti della sua generazione, Uttinacci ha studiato recitazione alla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volontèesperienza che lui stesso ha definito fondamentale e che ha alimentato la sua passione per il cinema e per il lavoro dietro la macchina da presa. Calcinacci Sembra quindi anche un ritorno a quella prima vocazione narrativa, dove musica e racconto visivo trovano finalmente un punto di incontro.

Il cortometraggio, diretto dal collettivo Bendo insieme a Filiberto Signorello e scritto dallo stesso Fulminacci con Giovanni Nastaha una durata di circa trenta minuti e costruisce una narrazione sospesa tra realismo quotidiano e piccolo surrealismo urbano. Accanto a Uttinacci compaiono gli attori Pietro Sermonti e Francesco Montanarioltre alle apparizioni di Franco126 e Tutti Fenomeni. Il film è, prima di tutto, lo spaccato di vita di una versione cinematografica di Filippo Uttinacci. Non un eroe, né un protagonista epico, ma un ragazzo immerso in una breve avventura quotidiana fatta di imprevisti, incontri improbabili e momenti sospesi. Nel corso di questa piccola odissea urbana, il protagonista incrocia una serie di personaggi pittoreschi, ognuno con una propria eccentricità e, in modo più o meno esplicito, con una piccola lezione di vita da lasciare lungo il cammino. Sono incontri fugaci, spesso ironici, che però finiscono per dare a Filippo (metaforicamente, ma poi anche letteralmente) un personale “calcinaccio” che andrà a comporre un mosaico più grande (non a caso questo è la copertina del disco, un mosaico). Il titolo Calcinacci diventa allora una chiave di lettura perfetta. I calcinacci sono ciò che resta quando qualcosa si rompe: pezzi di muro, frammenti di un passato appena crollato. Ma sono anche il segnale che da lì può ricominciare una costruzione.

Le canzoni protagoniste del racconto

Con lo stesso sguardo, Fulminacci nelle sue canzoni si rivolge alle persone comuni, ai loro desideri, alle piccole gioie. E anche alle malinconie quotidiane che passano quasi inosservate ma che, se uno ci fa caso, diventano improvvisamente significative. C’è ironia, a volte anche spiazzante, ma anche quella malinconia leggera che caratterizza tutta la poetica di Fulminacci. Una sensazione familiare a chiunque abbia mai cercato di trovare un senso nelle cose più banali. Naturalmente, nel cortometraggio Calcinacci le canzoni restano il cuore pulsante della storia. I brani dell’album entrano nel racconto non come semplice accompagnamento, ma come estensione emotiva delle scene. Quando i dialoghi si fermano, sono le canzoni a continuare il discorso, completando ciò che i personaggi non riescono a dire.

Prossimi incontri con Fulminacci

Per accompagnare l’uscita del disco, Calcinacci arriva anche al cinema con una serie di proiezioni speciali. Dopo la prima romana, il progetto continua il suo breve viaggio nelle sale italiane con altri due appuntamenti: venerdì 13 marzo a Napolipresso The Space Cinema, Vulcano Buono, alle ore 18.00, e sabato 14 marzo a Milanoall’Anteo Palazzo del Cinema (Piazza XXV Aprile 8), a partire dalle 14.30. In entrambe le occasioni sarà presente anche Fulminacci, che incontrerà il pubblico per un momento di dialogo e firmacopia dopo la proiezione. In questo modo il cortometraggio diventa qualcosa di più di un contenuto promozionale: un’esperienza condivisa con i fan, dove musica, cinema e raccontare si incontrano nello stesso spazio. Perché in fondo, come suggerisce il titolo, la vita è fatta soprattutto di frammenti. Incontri casuali, momenti che sembrano insignificanti e che invece finiscono per raccontarci meglio di qualsiasi grande evento.

E alla fine resta quella sensazione dolce e un po’ malinconica che noi cinefili (ma anche personali registi di film mentali) conosciamo bene: “È stato bello. Anche se è successo soltanto nella mia testa”. In questo caso in quella di Fulminacci. Un artista a cui vogliamo bene proprio per questo e che già non vediamo l’ora di ritrovare su piccoli e grandi schermi.

spot_img

More from this stream

Recomended