Uno dei grandi paradossi di Game of Thrones è sempre stato questo: un mondo vastissimo, complesso, stratificatoridotto sullo schermo a una manciata di casate principali. Per ragioni di tempo, di ritmo e di drammaturgia, la serie HBO ha finito per concentrare quasi tutto sulle famiglie “centrali” — Stark, Lannister e Targaryen — lasciando ai margini decine di casati presenti nei romanzi di George RR Martin, spesso dotati di una storia millenaria e un ruolo politico fondamentale.
È proprio questo il dettaglio che Casa del Drago ha riportato in primo piano: l’importanza dell’ecosistema di casate minorile forze che plasmano Westeros dietro e oltre le grandi dinastie. Una parte essenziale della lore che la serie madre aveva inevitabilmente sacrificato, ma che ora torna a occupare lo spazio che merita.
Nella serie originale, moltissime famiglie — dai Florent ai Redwyne, dagli Umber ai Karstark, passando per Bracken, Blackwood e Mallister — comparivano solo come nomi pronunciati in fretta o figurine di contorno. Westeros sembrava dominato da tre poli di potere, mentre la sua vera ricchezza — un reticolo di alleanze, odi ancestrali, rivalità regionali e giuramenti millenari — rimaneva in gran parte inesplorata.
Un esempio su tutti: Casa Florentuna delle più antiche famiglie dell’Ovest, ridotta nella serie a semplice estensione dei Baratheon. Oppure Casa Redwynecustode dell’Arbor, confinata al ruolo di parentela di Olenna Tyrell. Anche al Nord, casate iconiche come Umber, Karstark e Glover rimanevano ombre nella scia degli Stark.
Concentrandosi sulla guerra civile dei Targaryen, Casa del Drago ha la possibilità — e la volontà — di rimettere in gioco l’intero tessuto nobiliare di Westeros. E lo fa in modo decisivo.
Casate quasi invisibili in Game of Thrones tornano a contare davvero:
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Velaryoncompletamente marginali nella serie madre, diventano una forza politica determinante grazie a Lord Corlys e Rhaenys, oltre che custodi dell’eredità di Valyria.
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Torre altaretrocessi in Avuto a una sola apparizione con Gerold Hightower, diventano uno dei casati più potenti del continente, con Otto e Alicent protagonisti della danza dei draghi.
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Blackwood e Brackencitati appena nei libri, esplodono in tutta la loro faida secolare, diventando specchio delle tensioni tra Nord e Sud.
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Cargyll, Forte, Westerlingfamiglie ignoranti o ridotte all’osso, acquisiranno un ruolo centrale nella guerra civile.
Un mondo che nella serie originale sembrava composto da pochi centri di potere ora si rivela per quello che Martin aveva sempre voluto: un continente in cui ogni casata — grande o piccola — lascia un segno nella storia.
La direzione è ormai evidente. Con l’arrivo della nuova serie Un cavaliere dei sette regniHBO ha davanti un’occasione unica: completa il mosaico politico e sociale di Westerosportando in scena famiglie come Fossoway, Hardyng, Dondarrion e molte altre.
Per la prima volta da anni, l’universo televisivo di Martin sembra pronto a rispettare davvero la grande lezione dei libri:
a Westeros nessun casato è davvero irrilevante. Ogni nome, ogni stemma, ogni tradizione contribuisce a costruire un mondo vivo.
E grazie a Casa del Dragoquel mondo sta finalmente recuperando tutti i suoi pezzi.
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