Ci sono concerti e poi ci sono esperienze. La notte del 31 luglio 2026, il Arena di Pola a Croazia smetterà di essere un monumento di 2.000 anni. Per qualche ora diventerà una pista da ballo.
Caffè nero si dirige verso la costa adriatica. Il maestro sudafricano sarà l’headliner della prima edizione del BSH Amphitheatre Pula, e la cornice è a dir poco spettacolare. Stiamo parlando di uno degli anfiteatri romani meglio conservati del pianeta. È un cerchio di pietra antica che è testimone di secoli di storia.
Se ti sei mai perso in uno dei suoi set, conosci la sensazione. Si inizia con un groove. Non un ritmo martellante e aggressivo, ma un battito profondo e ipnotico che ti blocca il petto. Poi arrivano i tamburi. Non sono solo ritmi; sono conversazioni. Riecheggiano i suoni tradizionali della sua terra natale, i ritmi Zulu con cui è cresciuto. Si sovrappone ad una sezione di archi impennata o ad una voce piena di sentimento, sussurrata e all’improvviso l’intera folla è in trance.
L’evento è presentato da BSH nell’ambito dell’Adria Summer Festival.
Se quella notte vi avete trovato a Pola, fermatevi un attimo. Guarda gli antichi archi e il cielo stellato. Poi chiudi gli occhi e lascia che la musica ti colpisca. Sentirai il passato e il presente danzare sullo stesso pavimento di pietra.


