
Secondo il quotidiano tabloid BILD la direttrice del Festival di Berlino da solo due anni, Tricia Tuttle, sarebbe presto licenziata per volontà del ministro della cultura. Tutti i dettagli sulle ragioni e sulle polemiche scatenate.
La Berlinale, conclusa solo pochi giorni fa, è stata caratterizzata da un livello qualitativo modesto della proposta cinematografica, che è quello che interessa più direttamente questo sito, su cui Potete leggere una ricca copertura dei film presentatima anche da forti polemiche politiche. A partire dal primo giorno, quando il presidente della giuria Wim Wenders ha un po’ goffamente detto che il cinema non dovrebbe essere politico, scatenando, più o meno male interpretato, una risposta violenta di decine di autoricon alla fine un appello firmato da un centinaio di persone del mondo del cinema che hanno precisato il ruolo politico e la necessità di ricordare, in particolare, “il genocidio in atto a Gaza da parte di Israele“.
Non stupisce certo che sabato, nel corso della cerimonia di premiazione, in tanti abbiano fatto riferimento alla questione e invocato “Palestina libera”, come accaduto a Cannes e Venezia, ma anche lo scorso anno sempre a Berlino. Secondo quanto scrive oggi il quotidiano BILDscandalistico ma spesso molto bene informato, il ministro della cultura del governo conservatore tedesco, Wolfram Weimerin passato giornalista e direttore di quotidiani come Die Welt e Berliner Morgenpost, avrebbe deciso di sostituire la direttrice della Berlinale, Tricia Tuttle. Non per la qualità del programma o della sua proposta cinematografica, ma per il cosiddetto “scandalo antisemitismo al festival cinematografico“. BILD sostiene di aver appreso da fonti interne alla “Kulturveranstaltungen des Bundes in Berlin GmbH” (KBB), responsabile della Berlinale.
Weimer ha convocato per giovedì 26 febbraio una riunione straordinaria dei comitati direttivi della KBB, all’ordine del giorno la revoca della direttrice della Berlinale Tuttle. Secondo quanto confermato dal governo federale, “la riunione straordinaria del consiglio di sorveglianza di domani verterà sull’orientamento della Berlinale e su possibili cambiamenti a livello di personale”. Aggiungendo però, “Non rilasciamo dichiarazioni sulle speculazioni”.
Principale ragione della decisione sarebbe l’insoddisfazione del ministro per il discorso di Abdallah Alkhatib dopo aver vinto il premio per il miglior documentario con Cronache dell’assedio, come vi avevamo raccontato dalla serata di premiazionein cui ha criticato duramente la Germania e il suo governo per essere “complice di Israele e del suo genocidio”, ma soprattutto per il fatto che la direttrice della Berlinale Tuttle abbia posato con la troupe del film una settimana prima con bandiere palestinesi e kefiah.
Secondo le informazioni di BILD, “Weimer e Tuttle concordano sul fatto che Tuttle non possa continuare a dirigere il festival. È necessario un nuovo inizio, dopo che la sinistra e gli attivisti palestinesi hanno ripetutamente abusato del grande palcoscenico del festival per scopi antisemiti e propagandistici“. Weimer ha dichiarato: “La Berlinale non è un luogo per incitamenti all’odio, minacce e antisemitismo. L’odio verso Israele non deve trovare sfogo lì, tanto meno se finanziato con il denaro dei contribuenti”.

