Jim Carrey e la tortura per diventare Il Grinch superata con l’aiuto dei Bee Gees e di un istruttore dei Corpi Speciali

La vita di un attore, oggi, può essere complicata e dolorosa. Una esperienza terribile fu per Jim Carrey sottoporsi a otto ore di doloroso trucco per diventare il Grinch, tanto che a un certo punto chiese di poter restituire i 20 milioni di dollari di cachet e lasciare il film.

In una recente intervista con Avvoltoio, Jim Carrey è tornato a parlare di uno dei suoi ruoli più famosi, quello ricoperto nel classico per bambini Il Grinchdiretto da Ron Howard nel 2000, in occasione del venticinquesimo anniversario della sua uscita. Tratto dall’omonimo libro del Dr. Seuss del 1957, il film fu un enorme successo al botteghino ma costò tantissimo a Jim Carrey per il lunghissimo e doloroso procedimento di trucco utilizzato dal premio Oscar Rick Bakerper trasformarlo nella creatura verde nemica del Natale. L’attore canadese ne ha già parlato altre volte, ma mai in modo così dettagliato come nell’incontro con Avvoltoioa cui ha rivelato nuovi particolari di quella che è stata per lui una vera e propria tortura e che gli ha provocato attacchi di panico e la voglia di lasciare il set, restituendo il suo cospicuo compenso. A sentirla vengono i brividi, e viene da pensare che se un tempo a un attore per interpretare un personaggio di fantasia bastava dipingersi la faccia, o comunque (a meno che non si trattasse del trasformista Lon Chaney) il fastidio era limitato al tempo da trascorrere seduto sulla poltrona del truccatore, oggi a chi ricopre un ruolo del genere si richiede davvero un’enorme capacità di sopportazione e autocontrollo.

Jim Carrey e la tortura del Grinch

Inizialmente, racconta Rick Bakerera stato proposto dalla produzione de Il Grinch di tingere semplicemente la faccia di verde a Jim Carrey: “Lo studio disse, ‘paghiamo 20 milioni di dollari a Jim Carrey e vogliamo vederlo. Basta che lo dipingi di verde’. All’epoca c’era un sito internet molto popolare, Ain’t It Cool News, e il responsabile era un fan del mio lavoro, così lo contattai e gli dissi, ‘senti, la Universal vuole dipingere di verde Jim Carrey. Io credo sia un grosso errore. Ho fatto una prova su me stesso dell’aspetto che credo debba avere. Puoi scrivere che hai visto questo test e che la Universal sta facendo un grosso errore e non ha idea di cosa sta dicendo?’. Lui lo fece e la risposta di tutti fu travolgente: ‘Ma che cavolo combinano alla Universal? Io non voglio vedere Jim Carrey, voglio vedere un Grinch!’ e così via. Così alla fine si arresero”. E qui comincia il bello, anzi il brutto, per Jim Carreyche pure sosteneva la necessità delle protesi di trucco per la trasformazione.

“Quando si trattò di progettare concretamente il Grinch col suo vero aspetto, dovevano mettere la punta del mio naso sul ponte del naso del Grinch. Perciò tutta la parte attorno venne coperta e io non potevo respirare col naso. Loro ebbero dei problemi a fare dei buchi nella maschera, che mi permettessero di respirare col naso. Alla fine, per tutto il film, fui costretto a respirare con la bocca. Il costume era fatto di peli di yak che davano un piacere terribile e mi facevano impazzire tutto il giorno. Avevo delle dita lunghe 30 centimetri, così non potevo grattare, toccarmi la faccia e fare qualsiasi cosa, avevo dei denti per cui dovevo trovare il modo di riuscire a parlare e delle lenti a contatto che coprivano l’intero globo oculare e di fronte a me potevo vedere solo un piccolo tunnel”. A questo proposito il produttore BrianGrazer ha rivelato a Avvoltoio che era stato proprio Carrey a insistere per avere delle lenti a contatto invece di ricorrere effetti digitali che cambiassero il colore degli occhi: “Aveva delle specie di Frisbee negli occhi, soffriva moltissimo”. Gli fa eco Carrey: “Lo avevo chiesto io e non posso dare la colpa a nessuno se non a me stesso. Bisogna stare attenti a quello che si chiede. Quando vedi un attore che fa un ruolo non pensi che possa provare un dolore intollerabile. Ma quell’attore deve vivere con quella sensazione. Non va a casa e improvvisamente smette di sentirla”. A un certo punto, racconta il regista Ron Howard: “Iniziò ad avere degli attacchi di panico. Lo vedevo sdraiato per terra, mentre allestivano il set, con una busta di carta marrone. Disteso per terra. Stava malissimo”. E Carrey effettivamente chiese di poter restituire il suo compenso dopo il primo giorno di riprese, dopo aver passato 8 ore al trucco: “Era pronto a restituire 20 milioni di dollari! Diceva sul serio”.

Il Grinch, l’uomo della CIA e i Bee Gees

La soluzione? Lo studio scriverà un uomo, Riccardo Marcinkoche aveva istruito dei militari e gli agenti della CIA sul comportamento da tenere durante una prigionia e sotto tortura, e diede a Carrey una serie di consigli su come sopportare le riprese col fastidio del costume: “Mi dette una lista di cose da fare quando iniziavo a perdere il controllo. Come colpirmi la gamba più forte che potevo, avere un amico di cui mi fidavo e colpirlo nel braccio, mangiando qualsiasi cosa, cambiando la disposizione della stanza. Se quando inizi a dare di matto c’è la tv accesa, spegnila e accendi la radio più sigarette possibile. Ci sono foto di me come Grinch seduto sulla sedia del regista con un lungo bocchino per sigarette. Dovevo usarlo perché altrimenti i peli di yak sarebbero andati a fuoco se fosse stato troppo vicino ascoltato tutta la discografia dei Bee Gees. La loro musica è così gioiosa. Non ho mai incontrato Barry Gibb, ma voglio ringraziarlo”.

Non c’è da stupirsi se dopo questa ordalìa Carrey ha detto di recente che avrebbe ripreso il personaggio solo con l’uso della performance capture. Non è stato solo lui a risentire di quella prova di resistenza, ma il make-up artist Kazuhiro Tsujiche lavorava ogni giorno con Panettiere sull’applicazione del trucco a Carreyha rivelato una volta di esser dovuto andare in terapia dopo quell’esperienza, proprio a causa dell’insofferenza dell’attore e del suo estremo perfezionismo. E tutto questo, a quanto dice Carrey, è stato fatto “per i bambini”, una frase che si ripeteva come un mantra mentre interpretava il film. La sua prova risulta comunque ancora più convincente, visto che sotto tutto quel pelo e senza poter respirare bene, doveva anche recitare. Cosa non si fa per il cinema!

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