
È stato presentato a Roma il nuovo film Pixar, Jumpers, dal 5 marzo al cinema. Erano presenti il regista e la produttrice del cartoon, insieme alle voci italiane Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Rossella Izzo e Francesco Prando.
Dal 5 marzo sarà nostri nei cinema Jumpers – Un salto tra gli animalinuova opera della Pixar. A presentarla in conferenza stampa c’erano il regista Daniele Chong (già creatore della serie Siamo solo orsi)il produttore Nicole Paradis Grindel e le principali voci italiane. Tecla Insolia interpreta Mable, una ragazza che usa uno sperimentale avatar robotico di un castoro per salvare una parte di natura che le sta a cuore. Giorgio Panariello è Re George, un vero castoro, leader bonomico di tutti gli animali della zona. Rossella Izzo doppia invece la Regina degli Insetti, mentre Francesco Prando è il sindaco Jerry Generazzo, il cattivo della situazione.
Jumpers, il rispetto della natura e del prossimo secondo la Pixar
Il rispetto per la natura, uno dei temi portanti di Jumpers – Un salto tra gli animalipassa per tutti i presenti da una consapevolezza: le le creature del pianeta sono tutte connessenoi siamo tra quelle e dobbiamo mostrare responsabilità, nella consapevolezza che senza l’altro non esistiamo. Giorgio Panarielloanimalista convinto ed epico padrone di due chihuahua alquanto complessi da gestire, è presidente di un’associazione che si prende cura dei cani: “A volte la gente dice: fai così tanto per gli animali e così poco per le persone. Ma non è vero, lo fai per gli animali e anche per le persone.”Anche Rossella Izzo e Francesco Prando confessano di avere un rapporto simbiotico con i cani: “La cosa bellissima è che mi capiscono, magari non sono arrivati al punto che mi risponde, ma capiscono esattamente quello che dico”, commenta Izzo. Prando va oltre: “La cosa che mi impressiona di più, specialmente se vivi con loro ogni giorno, è il fatto che ti insegnano cose. Con la loro presenza, la loro empatia con te, la loro capacità di capire come ti senti da un movimento diverso del corpo”.
Tecla Insolia è del tutto in sintonia con la sua Mable: addirittura a scuola salvava le lucertole perché temeva che i compagni le tagliassero la coda. “Come persona non capisco la violenza, non la capisco tra gli esseri umani, non la capisco quando prevarichiamo sugli animali. Siamo tutti sotto lo stesso cielo, come dice George”. Aggiunge: “Il pubblico della mia generazione è perfettamente consapevole dei problemi ambientali. Se avessi una soluzione non sarei qui e sarei un attivista, cosa che comunque come possibilità nemmeno escluso. (…) Sono una ragazza di 22 anni che cerca di capire come fare la differenza nella sua vita, capendo anche come veicolare un messaggio alle altre persone.”
Gli autori del film non pensano nemmeno che il problema sia legato alle generazioni: dopotutto la nonna è un personaggio importante nella vita di Mable e le trasmette valori anche senza le parole. Daniele Chong dadi: “Forse è più una questione emotiva, di cuore, anima, intelligenza e cultura.” La produttrice Nicole però crede nei giovani: “Penso che i grandi cambiamenti culturali spesso arrivano dalle persone giovaniperché quando invecchi tendono a tirare avanti, col lavoro, i figli, ma i giovani possono vedere il futuro e avere l’energia per cambiare molto le cose. Per preparare il film abbiamo lavorato con un gruppo ambientalista dell’area di San Franciscovicino allo studio. Per diversi anni abbiamo chiesto consigli, è stata una grande ispirazione. Alcuni di loro avevano tipo sedici-diciassette anni, sono rimasti di sasso. Erano così intelligenti e chiarivano nello spiegare i cambiamenti necessari nel mondo e il lavoro che stanno facendo.”
Questi cambiamenti non si avranno mai da soli, per cui Chong sottolinea il “tragitto dell’eroe“di Mable, che passa da uno stato di isolamento alla scoperta di una comunità alla quale apparteneredove poter fare la suddetta differenza. Naturalmente, continua Daniele, una volta che hai quel potere, devi saperlo utilizzaree sulle prime nel film – come vedrete – Mable non riesce a controllarsi e ne abusa, diversamente da Re George, che invece incarna il potere illuminato. Giorgio Panariello ne è convinto: “Io sono proprio come lui, cerco sempre di essere accomodante, ho sempre tanta fiducia negli altria volte l’ho riposta nelle persone sbagliate, nella vita succede, ma rimango fiducioso e positivo. Se vedo qualcuno che si comporta in una certa maniera, cerco sempre di capire perché lo fa, di trovare un rimedio.”
Jumpers: cinema e tecnologia
Jumpers – Un salto tra gli animali vive anche delle sue numerose ispirazioni cinematografiche, non ultimo Pom Poko di Isao Takahatadal quale Chong ammette di aver pescato l’idea di una visione parallela degli animali: più realistica agli occhi degli esseri umani, più cartoon per le scene in cui questi animali interagiscono tra di loro.
Inevitabile una domanda sull’uso dell’Intelligenza Artificiale generativa nella creazione del film, così come inevitabile è la risposta: non è stata utilizzataanche se il “apprendimento automatico” è stato applicato ad alcuni lavori originali degli artisti nel team, in pochi casi e comunque non di certo “da zero”. Chong aggiunge che, secondo la sua esperienza, molto di un film del genere nasce dall’interazione tra esseri umani che portano le loro esperienze e il loro bagaglio culturale ed esistenzialeuna cosa che l’IA non può fare. Il motore di questi film richiede ancora l’umanità, come sintetizza il regista.
D’altronde il tema è nella vicenda stessa del film, che Chong classifica come una commedia di fantascienzavisto l’escamotage tecnico che Mable usa per spacciarsi come castoro, facendosi anche prendere un po’ la mano: “La fantascienza fa questo, costruisce parabole per avvertirci di come le cose potrebbero andare male, ma allo stesso tempo ci dà una speranza per il futuro. Mi piace immaginare che il nostro film possa aiutare a farsi un’idea, specialmente dell’uso della tecnologia, perché tutto dipende da come la usi, e il discorso vale anche per l’IA”.
Jumpers: la Pixar e le canzoni di repertorio
A differenza di altri studi di animazione, la Pixar raramente ha fatto ricorso a brani musicali di repertorio per i suoi film, ma in Jumpers – Un salto tra gli animali ce ne sono diversi. Secondo Chong è diventata una sua deformazione professionalea causa del suo lungo lavoro su Siamo solo orsi: lì il suo montatore proponeva spesso pezzi vari a enfatizzare qualche situazione, e ormai gli risultava normale, così come in una serie è normale saltare da un genere narrativo all’altrolungo diverse stagioni (da lì arrivano alcuni cambi di registrazione del film). “La narrazione secondo me in quest’epoca necessita di questo frullato di elementi disparatici suonava bene.” In più brani come “Lavorare per il fine settimana“di Loverboy,”Mi fai venire voglia di ballare” di Leo Sayer o “Ragazza ribelle“di Bikini Kill sono diventate involontariamente temi musicali per tre dei personaggi principali!

