
Dopo un paio di settimane nelle sale il film di Paolo Sorrentino fa discutere e creare polemiche di ogni tipo, più che un sano dibattito sui temi che affronta come l’eutanasia. In primo piano le posizioni molto critiche di cattolici e addirittura animalisti.
Lo ha detto lo stesso Paolo Sorrentino“se il mio film aprirà un dibattito su una legge sull’eutanasia sarò contentoCerto, dalle nostre parti è più facile che prendere la forma di una polemica, di un’arroccarsi di posizioni contrarie anche solo a mettere in agenda una maturazione e dettagliata analisi pubblica su un tema che riguarda tutti noi come nessun’altro: l’accompagnamento alla morte. O il fine vita. Chiamatela come preferite. la politica sembra poco interessata a discuterne con serietà e responsabilitàmentre i parlamenti sono occupati in ben altre domande, anche per le derivano degli ultimi anni che angosciano il nostro povero pianeta incupito. Le reazioni sono più che altre polemiche, provenienti per esempio da cattolici o animalisti.
Tanti che hanno già visto La graziaormai quasi un milione, hanno notato come gli ultimi mesi al Quirinale del presidente Mariano De Santis (alias Toni Servillo) sono impegnati a decidere, concedendosi il dubbio e molto tempo per riflettere, se firmare o non firmare, da cattolico, una legge sull’eutanasia e renderla legge. A proposito di quello che ormai è un lusso, ma dovrebbe essere alla base del dibattito pubblico oltre che parlamentare, l’altra questione che lo occupa è se concedere la grazia a due persone in carcere per omicidio. Un politico in via d’estinzione, insomma, che riflette sui diritti, sulla necessità di adattare i provvedimenti legislativi a una società che si interroga su problemi eterni e connaturati alla nostra natura mortale.
“Veri e propri dilemmi morali”, vengono definiti nella trama ufficiale del film curata da Sorrentino stesso, “che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere. E, con grande senso di responsabilità, è quel che farà questo grande Presidente della Repubblica Italiana”. Sorrentino si è dichiarato favorevole alla legge sull’eutanasia, e parlando dei temi morali affrontati nel film, aggiunge di “aver sentito la necessità” di metterli al centro del racconto, “in un momento storico in cui l’etica, alle volte, sembra essere facoltativo, evanescente, opaca o comunque tirata troppo spesso in ballo solo per ragioni strumentali. L’etica è una cosa seria. Tiene in piedi il mondo”.
Ma veniamo alle reazioni polemiche suscitate dal tema eutanasia. Il quotidiano cattolico Avvenirein un articolo di Armando Fumagallidirettore del Master in Sceneggiatura e produzione internazionale – Università Cattolica di Milano e intitolato “La grazia” di Sorrentino mette in scena l’eutanasia, ma senza vere alternativa”sostenendo che “inscena la ragionevolezza delle tesi a favore della morte volontaria legale a confronto con l’inconsistenza caricaturale del ‘no’ della Chiesa. Una rappresentazione distorta”. Aggiungendo poi come “il punto importante è che mentre le ragioni di chi è a favore dell’eutanasia (la figlia del presidente, di cui lui ha grandissima stima) sono ben argomentate, quelle di chi è contro sono evanescenti e puramente formali”. Conclude con una difesa d’ufficio, “la mente di Sorrentino non sembra sfiorata dall’idea che se la Chiesa dice no all’eutanasia è proprio per una difesa dell’umano, anche dagli abusi che nascerebbero per esempio con il rendere definitiva una decisione presa in un momento di crisi o di competenza, e per i molti altri motivi che fanno dire no a questa pratica”. Arrivando al punto di lamentare l’assenza di posizioni di medici o altri approfondimenti che sarebbero davvero benvenute, ma nelle pagine degli editoriali e nel dibattito pubblico e politico, non certo in un’opera cinematografica che per lo più può innescare una scintilla.
Una posizione particolarmente curiosa è quella di un’associazione di protezione “ambientale e animale”, la Terra odvche prende spunto da una toccante scena metaforica, in cui le riflessioni sulla legge si accompagnano a quelle sull’abbattere o meno un cavallo infortunato in maniera grave, azzardando una confusione fra realtà e finzione e accusando “le scene sull’agonia di un cavallo” di trasmettere un “messaggio contrario alla legge e alla tutela degli animali”. A proposito di paternalismo nei confronti di un pubblico ritenuto incapace di troppe distinzioni. Al punto che Earth odv dichiara di “diffidare formalmente la produzione a la distribuzione del film a inserire“ una serie di istruzioni per l’uso esplicativo nei titoli di coda. Ribadisce, qui ci permettiamo di ritenere il volo assai ardito, che “la libertà artistica non può e non deve tradursi nella normalizzazione di comportamenti illegali e lesivi della dignità animale”.
Se possiamo venire incontro ci proviamo noi a specificare, come fa Valentina CoppolaPresidente Nazionale di Terra odv, che “numerose e consolidate sentenze della giurisprudenza penale confermano che non curare un animale malato o sofferente costituisce reato, ai sensi dell’art. 544-ter del Codice Penale”. E su questo siamo direi tutti d’accordo, in base anche ai sensi comuni di una convivenza civile. Anche l’omicidio è vietato da molti articoli di legge, ter o meno, ma il cinema si ostina a metterlo in scena da un secolo abbondante. Altro che diffida, pura con recidiva.

