Luciana Littizzetto e la lettera a Belen: “Indifesa e confusa”

L’intervista che Belen Rodriguez ha rilasciato domenica 24 novembre a Mario Manca per Vanity Fair Stories ha fatto molto discutere, perché la conduttrice è apparsa stanca, rallentata e molto affaticata. Dopo aver letto le numerose critiche e anche le preoccupazioni di tanti utenti sui social, la Rodriguez con una storia Instagram ha spiegato che la sua confusione era dovuta a dei tranquillanti che aveva preso dopo un brutto attacco di panico. Sulla vicenda sono intervenuti diversi opinionista (tra cui Alessandra Mussolini)che hanno anche puntato il dito contro il team della Rodriguez, che secondo loro avrebbero dovuto annullare l’intervista, mentre ha avuto un approccio meno giudicante Luciana Littizzetto, che ha voluto scrivere qualche riga per l’amica.

La lettera di Luciana Littizzetto per Belen Rodriguez.

Nel corso dell’ultima puntata di Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto ha dedicato la sua lettera a Belen Rodriguez, proprio dopo il caso dell’intervista rilasciata a Vanity Fair Stories. La comica ha espresso tutta la sua solidarietà alla Rodriguez e ha sottolineato quanto sia vile offendere, attaccare e deridere una persona in evidente difficoltà, così come lo era Belen nei giorni scorsi.

“Cara Belen, mi è venuto da scriverti perché per me sei sempre la mia prima fonte di ispirazione. Sei il mio bersaglio prediletto, con i tuoi amori sbilenchi, le gambe da fenicottera e la tua tarma della farina tatuata sull’inguine. E l’altro giorno, invece, ti ho vista sul palco così delicata, così fragile nella tua fatica di vivere. Ti ho vista indifesa e confusa, lì, ad aspettare solo il suono del gong, sperando di arrivare in piedi alla fine del round. Non mi interessa cosa avevi preso per stare così. Mi interessa solo dirti che succede, che tutti prima o poi nella vita sono caduti o cadranno e che quando si ammala l’anima, fai fatica a curarla E sai cos’è il vero scandalo? stati così cattivi o se lo siamo diventati, ma di sicuro poter dire la nostra ogni cinque minuti ha innaffiato la pianta marcia dell’odio coltivare l’empatia e invece stanno diventando un verminaio in cui prospera l’invidia e la ferocia che ti sei raccontata, prenditi del tempo, occupati di te. Sei tu la tua priorità. Ti aspettiamo qui con la tua vitalità, il tuo DNA disegnato da Giugiaro e la tua altera magnifica, inscalfibile, stron****ine.

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