Quando Monolink e il produttore Toby Siebert hanno iniziato a lavorare su “Al mio posto“, la canzone è emersa da una sessione di synth non pianificata che è stata per lo più registrata in una singola ripresa, catturando tutti i difetti affascinanti e l’energia grezza che derivano da quell’approccio spontaneo. È come catturare un fulmine in una bottiglia in termini di suono.
La bottiglia è stata ora esposta ad una luce diversa dal produttore belga Maxi Meraki.
Come parte del continuo sviluppo del terzo album di Monolink, The Beauty Of It All, il suo remix non tenta di replicare la brillantezza dell’originale. Piuttosto, pone la domanda: “Cosa succede quando prendi quell’energia spontanea e lo spazio per respirare in un contesto di club?“
L’originale “In My Place” è efficace grazie alla sua moderazione. Quasi sussurrata sui ritmi dei pulsanti e su quel tema primario contorto e unico, la voce di Monolink è disattivata nel mix. Ha un calore analogico, dandoti l’impressione che stai ascoltando qualcosa di crudo e immediato nel modo più immaginabile.
Meraki adotta un approccio architettonico più efficace. Utilizzando trame di basso dinamiche e percussioni rotolanti, ha costruito una struttura attorno a quel sentimento centrale, creando un ambiente intimo. Ora che gli strati atmosferici si stanno progressivamente accumulando e allontanando, le voci sono in grado di respirare in un campo sonoro più ampio. È uno sforzo scrupoloso che, ironicamente, dà alla canzone un aspetto più ampio e liberatorio.
Qui i sintetizzatori hanno un impatto diverso: sono più forti e posizionati in modo più ponderato. Il remix apre le porte di un magazzino alle tre del mattino, con corpi che si muovono nella penombra e tutti sulla stessa lunghezza d’onda, mentre l’originale sembrava una chiacchierata tra due persone in una piccola stanza.
Senza togliere nulla a ciò che è accaduto prima, il remix offre una nuova prospettiva. La spontaneità dell’originale è ancora una cosa adorabile in sé e per sé. L’interpretazione di Meraki serve a ricordare che una produzione meticolosa e gli incidenti in studio possono entrambi portare allo stesso risultato: una connessione basata sul suono.
E alla fine, entrambi gli approcci riescono a farlo. Provi qualcosa sia che ascolti la sofisticata interpretazione di Meraki o il crudo groove notturno di Monolink. Anche se la strategia varia, la risonanza emotiva rimane la stessa.
Quando un remix rispetta l’originale pur restando a sé stante, è considerato un successo.


