NCIS, lo spin-off più discusso sta commettendo lo stesso errore della serie originale

In ventidue anni di corsa televisiva, NCIS si è affermato come una vera e propria istituzione televisiva affinando la sua formula nel tempo e che continua a catturare l’attenzione del pubblico ancora oggi. Eppure, nelle ultime stagioni, la serie madre ha iniziato a inciampare in un sempre più evidente squilibrio tra le varie anime che la composizione, con episodi incentrati su temi seri e delicati che finiscono spesso per essere stemperati da momenti eccessivamente leggeri, se non apertamente comici.

Tuttavia, se nella Stagione 23 sembra essere in corso un tentativo di cambio di rotta, lo stesso errore sembra sul punto di ripetersi anche in NCIS: Originispin-off incentrato sul giovane Gibbs. Questo progetto prequel ci ha portato nel passato di Gibbs (interpretato per l’occasione da Austin Stowell) proponendo un tono cupo, quasi noir, e tornando alle atmosfere più serie delle prime stagioni della serie originale. Ad ogni modo, la seconda stagione della serie starebbe lanciando più di un campanello d’allarme.

Sulla carta, Origini continua a proporre spunti forti, come Franks (Kyle Schmid) che fa i conti con il rapporto col fratello, Lala (Mariel Molino) alle prese con un disturbo da stress post-traumatico, o ancora i conflitti personali che emergono dal passato dei personaggi. Il problema nasce quando intorno a questi nuclei drammatici trovano sempre più spazio sottotrame di stampo più leggero, le quali finiscono per spezzare il ritmo e svuotare il peso emotivo le linee narrative principali.

L’episodio 7 della seconda stagione è emblematico in questo senso, dal momento che alcuni passaggi stonano apertamente con l’atmosfera dell’episodio e sottraggono tempo prezioso alla storia ben più interessante di Wheeler (Patrick Fischler). Il suo divorzio, la sua sessualità e le fratture emotive che lo trovano liquidati in poche scene, lasciando un arco narrativo troncato e poco incisivo.

Negli ultimi anni NCIS ha spesso faticato a trovare un equilibrio tra leggerezza e oscurità, e Origini sembra avviarsi pericolosamente sulla stessa strada. Con lo spin-off tuttavia la posta in gioco rimane molto più alta. Il prequel infatti nasce e si definisce proprio attraverso i suoi toni cupi e quel senso di racconto mai rivelato prima evocato dalla voce narrante dall’odierno Gibbs che apre ogni episodio. Intaccare questo elemento significa minare le fondamenta del progetto e delle sue premesse narrative.

In un franchising sempre più espanso, NCIS: Origini è stato il primo a osare davvero, allontanandosi dalla formula classica per raccontare un’epoca, un uomo e un mondo più terra terra. Tuttavia, è proprio per questo che Origini necessita di preservare questa identità. La leggerezza, insomma, può aspettare.

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Leggi anche: Pensavate che Gibbs avesse chiuso con l’NCIS? Il prequel ha appena suggerito l’esatto contrario

Foto: MovieStillsDB

Fonte: Collisore

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