NCIS non può più ignorare il problema rappresentato da questo personaggio

Dopo oltre vent’anni di messa in onda, NCIS continua a dimostrare una sorprendente solidità. La stagione 23 ha ritrovato una certa compattezza narrativa, con casi più incisivi e un equilibrio di squadra che richiama le annate migliori della serie. Tuttavia, proprio nel momento in cui il procedurale sembra aver ritrovato stabilità, emerge con ancora più forza un problema che non può più essere rimandato: la posizione di Timothy McGee.

Interpretato da Sean Murray fin dalla prima stagione, McGee è oggi il vero veterano del team. È l’unico membro rimasto che ha attraversato praticamente tutte le ere della serie, da quella di Gibbs fino all’attuale guida di Alden Parker. Per esperienza, anzianità e conoscenza dell’agenzia, dovrebbe essere una figura centrale anche a livello decisionale. E invece, da anni, il personaggio sembra intrappolato nello stesso ruolo.

Il nodo è evidente: McGee è ancora un agente speciale, senza un percorso chiaro di crescita. In passato ha rifiutato la possibilità di succedere a Gibbs, spiegando di non voler assumere il peso amministrativo e burocratico che il comando comporta. Una scelta coerente con il momento del personaggio, ma che nel tempo ha iniziato a pesare sulla sua evoluzione narrativa. Perché se allora poteva sembrare una decisione ponderata, oggi rischia di trasformarsi in un limite.

La serie ha tentato un primo passo quando McGee ha manifestato interesse per una promozione, candidandosi a Vicedirettore. Tuttavia, la trama si è rapidamente arenata, senza conseguenze concrete. Da allora, la situazione è rimasta invariata. E questo immobilismo è problematico non solo per il personaggio, ma per l’intera struttura della serie.

Con il rinnovo già confermato per la stagione 24, NCIS non può più permettersi di lasciare McGee in una posizione sospesa. Dopo più di due decenni di servizio, continuare a ignorare la sua crescita professionale di rendere il personaggio statico, quasi scollegato dal naturale scorrere del tempo all’interno della narrazione.

Il dilemma è complesso. Promuovere McGee significherebbe ridefinire gli equilibri del team. Alden Parker è ormai consolidato come leader credibile dell’MCRT, e scalzarlo ora sarebbe narrativamente forzato. Allo stesso tempo, lasciare McGee dov’è trasmette l’idea che la sua lunga esperienza non abbia prodotto alcuna evoluzione concreta.

Una possibile soluzione potrebbe essere rafforzare il ruolo di Vicedirettoretrasformandolo in una posizione più operativa e meno esclusivamente amministrativa, così da permettere a McGee di avanzare senza perdere del tutto il contatto con il lavoro sul campo. In alternativa, la serie potrebbe preparare un passaggio più graduale verso una leadership diversacostruendo la transizione nel corso di più episodi.

Qualunque sia la strada scelta, una cosa è certa: McGee non può restare fermo. La sua storia personale e professionale merita una progressione coerente con il tempo trascorso e con il peso che il personaggio ha acquisito nell’universo di NCIS. Se la stagione 23 ha segnato un ritorno di forma per il procedurale, la 24 potrebbe essere il momento decisivo per affrontare finalmente una questione rimasta troppo a lungo in sospeso.

Fonte: ScreenRant

© RIPRODUZIONE RISERVATA

spot_img

More from this stream

Recomended