Questo brutale western racconta una pagina di storia poco conosciuta che grida vendetta

  1. Il occidentale senza dubbio è il genere cinematografico che più di tutti è rimasto associato alla storia degli Stati Uniti. Tuttavia nel corso degli anni, la sua epica incentrata su pionieri e avventurieri che sfidavano la natura selvaggia e terre ancora senza legge in cerca di un nuovo inizio, è stata applicata con successo anche a storie ben lontane dai larghi spazi del west americano.

Nel panorama dei moderni occidentali, sempre più indirizzati a decostruirne l’epica ei cliché a vantaggio della veridicità storica, brilla infatti la luce di un film ancora poco conosciuto al grande pubblico, ma che fin dal suo esordio avvenuto nel 2023 è riuscito a conquistare il cuore di grandissima parte della critica.

L’acclamato cileno occidentale Los Colonosscritto e diretto da Felipe Gálvez Haberle, è infatti una decostruzione cilena del genere western tanto brutale quanto sbalorditiva. Presentato nella sezione Un certo riguardo della 76ª edizione del Festival di Cannes, il film si è aggiudicato il premio della Federazione internazionale della stampa cinematografica. Los Colonos è diventato così il primo film cileno ad ottenere tale prestigioso riconoscimento, mentre in seguito ha messo a segno un clamoroso 94% di pareri positivi da parte della critica sul noto aggregatore Rotten Tomatoes.

La trama del film si svolge nel 1901, e ha al suo centro un trio di uomini – il tiratore cileno Segundo, il capitano britannico MacLennan e il mercenario statunitense Bill – i quali si imbarcano in una spedizione per delimitare e riprendere le terre che la Repubblica del Cile ha concesso a José Menéndez, un facoltoso proprietario terriero spagnolo. I tre inizialmente pensano che avranno a che fare con criminali e animali selvatici, tuttavia scopriranno presto che in realtà il vero scopo del contingente è uccidere il maggior numero possibile di indigeni della zona.

Los Colonos è stato elogiato per aver portato su schermo una pagina poco conosciuta e brutale pagina sulla storia della colonizzazione del Sud America. Una base narrativa valorizzata inoltre dall’alta qualità generale del film, caratterizzata anche dalla splendida fotografia curata da Simone D’Arcangelo, la quale conferisce un tocco di genuina bellezza che fa da contraltare all’orrore degli eventi narrati.

Alla sua uscita, i critici lodarono il film di Haberle per il suo crudo realismo e per la volontà di fare piena luce sulla brutalità del colonialismo, ponendosi fin da subito come un esempio davvero affascinante dei risultati che si possono ottenere quando filmmaker appartenenti ad altre culture indipendenti di cimentarsi nel genere guardando al di fuori degli USA.

Negli ultimi dieci anni circa, nei western si è manifestata una tendenza a confrontarsi apertamente con la reale, cruda violenza dell’epoca, cercando effettivamente di mostrare le atrocità commesse contro le popolazioni indigene. Postosi nello stesso solco di film come Gli assassini della luna dei fiori di Martin Scorsese, Los Colonos abbandona le tipiche storie di cowboy per ricordarci come il West – tanto quello nord americano quanto quello sud americano – sia stato di fatto tolto con la forza a quei popoli che vi hanno sempre vissuto.

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Foto: MUBI

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