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Un terzetto femminile accende l’attesa del Festival
Carlo Conti rompe gli schemi e porta sul palco dell’Ariston un trio di artisti che promette di rivoluzionare il Festival di Sanremo 2025. Il direttore artistico sceglie tre donne con stili e generazioni diverse e trasforma l’impianto della conduzione in un mosaico di energia, musica e personalità. Le indiscrezioni di Giuseppe Candela e Santo Pirrotta tracciano un quadro chiaro: Laura Pausini, Loredana Bertè e Chiara si preparano a vivere un’esperienza destinata a lasciare un segno nella storia della kermesse.
Laura Pausini guida la squadra femminile
Conti invita Laura Pausini a condividere con lui tutte le cinque serate del Festival. La cantante
abbraccia un ruolo che alterna momenti di conduzione e performance musicale, una formula che ricorda l’esperienza di Tiziano Ferro nelle edizioni passate. La Pausini ritrova l’Ariston dopo una carriera che nasce proprio lì nel 1993, con La Solitudinee che poi prosegue tra vittorie, ospitate e annunci di portata internazionale come l’Eurovision Song Contest.
Bertè e Clara completano il quadro
Accanto a lei si uniscono due presenze agli antipodi: Loredana Bertèicona ribelle della musica italiana, e Chiaragiovane artista che Conti ammira per la freschezza interpretativa. La Bertè prenota già una camera a Sanremo e scalda i motori, mentre Clara porta un tocco contemporaneo che incontra il desiderio di rinnovamento della direzione artistica. Tre generazioni — 1950, 1974 e 1999 — dialogano attraverso il filo invisibile della musica, dell’esperienza e della modernità.
Un Sanremo che punta a riscrivere la sua storia
Conti guida il cambiamento e plasma una conduzione che unisce eleganzapresenza scenica e voci simboliche del panorama italiano. L’attesa per l’ufficialità cresce tra i fan, che già immaginano interazioni vivaci, duetti inattesi e un equilibrio scenico mai provato prima. Sanremo 2025 si prepara così a diventare il palco dove talento femminile, tradizione e innovazione si intrecciano in un racconto unico, vibrante e ricco di nuove prospettive. Una scelta audace, che accende curiosità e spinge la kermesse verso un futuro più inclusivo e spettacolare.
A cura di Martina Marchioro
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