un docufilm racconta la storia di Mario Magnotta e dello scherzo della lavatrice

Dietro le quinte e all’esplorazione delle ricadute dello scherzo telefonico più famoso della storia italiana, con Semplice cliente, un docufilm che arriva in sala dal 22 novembre, distribuito da Mescalito Film. Qui riassumiamo la storia dello scherzo della lavatrice e di Mario Magnotta e vi raccontiamo com’è il film.

In un lontano tempo in cui l’internet, i telefonini e tutte le altre diavolerie digitali del mondo di oggi che permettono comunicazione e scambio d’informazione immediato ancora erano di là da venire, c’è stato un fenomeno nel nostro paese che oggi si definiscebbe “virale”.
Successe, in breve, che a un oscuro bidello dell’Aquila che si chiamava Mario, Mario Magnotta – nome tanto reale da sembrare quasi inventato – alcuni ex alunni della scuola dove lavoravano fecero numerosi scherzi telefonici legati all’acquisto di una lavatrice che Mario aveva effettuato anni prima.
Io, Antonello De Dominicis e Maurizio Videttaimbastirono una complessa trama di personaggi e telefonate, nel corso delle quali in buona sostanza fecero credere al povero Magnotta che, con l’acquisto di quell’elettrodomestico, aveva firmato alcune clausole che gli imponevano di dover obbligatoriamente comprarne uno nuovo dopo un tot di anni, e che era il momento di farle rispettare.
Dapprima confuso dall’intervento di negozianti, responsabilità di zona, direttori commerciali e altre figure, tutte ovviamente inventate, e dalle loro richieste, Mario Magnotta iniziò presto a perdere la pazienza, rispondendo non solo per le rime, ma protestando veementemente, e con linguaggio alquanto colorito (per usare un eufemismo) a chi per telefono gli chiedeva soldi e sostituzione della lavatrice.
Fatto sta che gli autori di questo scherzo registrarono su delle audiocassette le ultime quattro telefonate tra loro e Magnotta, telefonate nel corso delle quali, soprattutto nel corso dell’ultima, la rabbia verbale del povero disgraziato si sfogava in tutta la sua furia e frustrazione a colpi di insulti, bestemmie, improprii di varia natura. E successo che le registrazioni di quattro conversazioni, e in effetti da certi punti di vista piuttosto esilaranti, iniziarono a circolare. A L’Aquila, certo, ma espandendosi a macchia d’olio per tutto il centro Italia, e poi anche nel resto del paese, con una rapidità davvero impressionante.
Tutto questo avveniva infatti sul finire degli anni Ottanta, quando non c’era la possibilità d’inoltrare un vocale su Whatsapp, ma per diffondere un audio serviva duplicare un’audiocassetta (comprandone quindi una vergine), e poi farla passare di mano in mano, e di bocca in bocca.
Ma ugualmente, non c’era ragazzo in quegli anni, gli anni a cavallo tra la fine degli Ottanta e l’inizio dei Novanta, nelle scuole di L’Aquila, Roma e di mezza Italia, che non conoscesse Mario Magnotta e la storia della sua lavatrice Sangiorgio che aveva pagato la bellezza di 480mila lire (che nell’81, anno dell’acquisto, erano pure parecchie). Non solo: diffusione e la popolarità degli audio di Magnotta furono tali che lo stesso Mario iniziò a essere pagato per diventare ospite in locali e discoteche, e le sue frasi furono campionate e citate, e andò a finire che perfino la televisione, la televisione di trasmissioni come il Spettacolo Maurizio Costanzo e Io fatti vostrisi interessarono a lui.

Semplice cliente: il trailer del docufilm su Mario Magnotta

Cliente semplice è il titolo del documentario – meglio: del docufilmscritto e diretto da Alessio De Leonardis che a partire dal 22 novembre esce in sala con una serie di proiezioni evento in tutta Italia distribuito da Film Mescalitoe che racconta più nel dettaglio la storia che ho appena cercato di sintetizzare.
Ma non solo: perché De Leonardis va dietro le quinte di quanto accaduto a Mariofacendo parlare De Dominicis e Videtta, gli autori dello scherzo, e approfondendo tutto quello che è accaduto dopo. Colomba per dopo non si intende solo e soltanto il diventare “virale” dello scherzo della lavatrice, ma le ricadute di tutto questo su Mario, e su sua figlia Rominache all’epoca dello scherzo era un’adolescente che osservava con timore, perplessità e un chiaro imbarazzo la straordinaria popolarità del padre presso i suoi coetanei.
Qui le cose, in un certo senso, si fanno interessanti: perché se da un lato c’era una fama che lo stesso Mario sembrava apprezzare, c’erano le canzoni, le serate in discoteca, perfino i murales che lo omaggiavano, dall’altra quella dello scherzo al Magnotta è la storia di un pover’uomo messo alla berlina per la sua creduloneria, e per certi suoi limiti, e per i suoi modi. La storia di uno diventato famoso per essere stato, scusate il termine, brutalmente preso per il culo da tutta Italia.

Cliente sempliceche è un film piccolo, indipendente, fatto con appena 30mila euro ma con una sua dignità formale e narrativacerca di cavalcare quest’ambiguità, e di adeguare i toni. Cerca, meritoriamente, di sanare certe vecchie ferite, portando Romina – utilizzata in maniera un po’ retorica – a riappacificarsi con gli autori dello scherzo a suo padre, un padre che nel frattempo è morto nel 2009, solo, a due mesi dal terremoto che poi ha distrutto e sconquassato la sua città, L’Aquila.
Solo che guardandolo, viene da chiedersi se sia davvero possibile raccontare la storia di Mario Magnotta senza, in qualche modo, continuare a farsi beffe di lui, e se davvero questo docufilm non porti con sé delle ombre, nella sua ricostruzione.
Certo è che, se le ombre ci sono, e ci sono, sono quelle che tutti noi abbiamo nel momento in cui ridiamo di Mario, o di chiunque altro sia messo alla berlina in questo modo. Un gesto che, anche se compiuto con leggerezza e buone intenzioni, porta sempre dentro di sé le ombre della crudeltà.

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