Uno spin-off di NCIS sta ripetendo lo stesso grosso errore della serie originale

Dopo oltre vent’anni di messa a punto, NCIS è diventata una delle serie procedural più longeve e seguite della televisione americana. Proprio questa longevità, però, ha portato con sé anche uno dei suoi problemi più evidenti: la difficoltà nel mantenere un equilibrio coerente tra leggerezza e dramma. Negli ultimi anni, la serie madre ha spesso oscillato tra casi cupi e momenti di comicità fuori tono, finendo talvolta per indebolire il peso emotivo delle storie raccontate. Un errore che NCIS: Originialmeno sulla carta, avrebbe dovuto evitare. E invece, stagione dopo stagione, sembra stare ripercorrendo la stessa strada.

La seconda stagione dello spin-off prequel aveva tutte le carte in regola per distinguersi davvero all’interno del franchise. Ambientazione diversa, atmosfera più ruvida, personaggi ancora in formazione: Origini nasce come un racconto più oscuro, intimo e sporco, capace di esplorare il passato di Gibbs e Franks senza le sovrastrutture rassicuranti della serie principale. Eppure, episodio dopo episodio, la serie sta mostrando crepe sempre più evidenti proprio sul piano tonale.

Il problema non è la presenza di sottotrame leggere in sé. Alcuni momenti di distensione possono funzionare, soprattutto in una narrazione così carica di traumi, conflitti familiari e ferite emotive. Il nodo sta nel modo in cui queste parentesi vengono inserite. Nella seconda stagione, la trama potrebbe essere forte — come il rapporto irrisolto tra Franks e suo fratello, o il disturbo da stress post-traumatico di Lala — finiscono spesso soffocate da gag e sottotrame comici che spezzano il ritmo e distraggono dallo sviluppo emotivo centrale.

Il caso più emblematico è l’episodio 7, dove una sottotrama volutamente assurda, affidata al personaggio di Carl, prende spazio in modo sproporzionato. L’idea di usare come valvola di sfogo comico non solo risulta stonata, ma finisce per sottrarre tempo prezioso a una delle trama più delicata dell’episodio: quella di Wheeler. Il suo divorzio, la relazione extraconiugale e il percorso legato alla sua identità vengono appena accennati, senza la profondità necessaria per creare empatia o complessità. Il risultato è un arco narrativo troncato, che avrebbe meritato tutt’altro respiro.

Questo tipo di squilibrio è particolarmente pericoloso per te Origini. A differenza della serie madre, che può permettersi qualche passo falso grazie a decenni di familiarità con il pubblico, lo spin-off vive sulla sua identità autonoma. È stato concepito come un racconto più cupo, quasi confessionale, rafforzato anche dalla voce narrante di Mark Harmon che introduce ogni episodio come una storia mai raccontata prima. Inserire elementi grotteschi o eccessivamente leggeri rischiando di tradire proprio questa promessa.

Negli anni, altri spin-off di NCIS hanno replicato la formula originale cambiando semplicemente scenario geografico. Origini è stato il primo a tentare davvero qualcosa di diverso. Proprio per questo, tornare a imitare gli errori del passato sarebbe il modo più rapido per annullarne il potenziale. Se la serie vuole continuare a distinguersi, deve avere il coraggio di abbracciare fino in fondo la propria oscuritàlasciando la comicità più spinta alla serie madre.

Perché, se c’è una cosa che NCIS: Origini non può permettersi, è diventare una copia sbiadita di ciò da cui è nata.

Fonte: Collisore

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