
È al cinema Jumpers – Un salto tra gli animali, nuova fatica animata della Pixar. Il regista Daniel Chong e la produttrice Nicole Paradis Grindle ci hanno spiegato quanto siano importanti i castori nel film e come li hanno studiati, per rappresentarli con il necessario affetto.
Jumpers – Un salto tra gli animali è al cinema dal 5 marzo: si tratta dell’ultimo film di animazione targato Pixardiretto da Daniele Chonggià creatore della serie Siamo Solo Orsi. Nella vicenda sono fondamentali castoricosì in conferenza stampa Daniel e la produttrice Nicole Paradis Grindel ci hanno raccontato come hanno studiato questi animali, per renderli al meglio sullo schermo, seppur attraverso il filtro di una spiritosa animazione. La preparazione del film è cominciata in un brutto momento…
Leggi anche
Jumpers, il regista e le voci italiane sul nuovo film Pixar, per capire come fare la differenza
La Pixar celebra i castori nel film Jumpers – Un salto tra gli animali
In Jumpers – Un salto tra gli animaliil protagonista Mabel è una ragazza diciannove anniche scopre un programma scientifico di avatar robotici con sembianze di animali: attivista per l’ambiente, Mabel decide di spacciarsi per castoro e studiare il modo di salvare l’angolo di natura che condivideva con la sua scomparsa nonna. Interagirà anche con ri Giorgioun vero castoro, il leader della comunità di animali della zona. Insomma, il castoro era un elemento fondamentale di Jumpers. Detto questo, l’idea ha incontrato subito un problema logistico, come ci spiega il regista Daniele Chong.
Abbiamo iniziato il film durante la pandemiac’è voluto tanto per farlo. Volevamo davvero vedere un castoroma non potevamo uscire! Nicole ha trovato uno zoo disposto a organizzare una chiamata via Zoom con un castoro dello zoo. Ci chiamarono e seguirono il castoro col telefono! Noi facevamo le domande mentre questo castoro si faceva i fatti suoi. Era la prima volta che vedevamo un castoro in tempo reale. Sono animali molto importanti nell’ambientespecialmente in un mondo in cui c’è molta acqua in alcune zone e non ce n’è abbastanza in altre. Vogliamo che tutti s’innamorino dei castori vedendo questo film, e siano disposti a fare il possibile per proteggerli. Io non ho voce in capitolo, ma qualcuno dovrà rappresentarli!
Col passare del tempo c’è stata finalmente la possibilità di spostarsi per delle visite in presenza, come ci racconta la produttrice Nicole Paradis Grindel.
Prima col team abbiamo fatto un viaggio al Parco Nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti. Eravamo un piccolo gruppo, abbiamo vissuto l’esperienza di immergerci nella natura con la nostra guida, mantenendoci in silenziocome fa nel film nonna Tanaka con Mabel. Ripensandoci quella è stata un’esperienza nodale per aiutarci a raccontare questa storia. Speravamo di vedere i castori. Abbiamo visto lupi e orsi, e anche per questo non abbiamo visto castori: non uscivano dalle loro tane. Abbiamo avuto però la possibilità di visitare una tana di castoro abbandonata, abbiamo capito di persona cosa significa trovarsi in uno di quegli spazi. Abbiamo anche assunto un’espertaabbiamo lavorato con una consulente di nome Emily Fairfax, che studia i castori, abbiamo imparato tantissimo. È venuta allo studio un sacco di volte, ha portato la nostra squadra di grafici in Colorado per mostrare loro i castori, e per questo nel film ci sono così tante cose autentiche. I castori si siedono sulla loro coda. Non l’avremmo mai saputo se non avessimo lavorato con lei. I piccoli castori afferrano il codice dei loro genitori mentre nuotano, li vedi nello stagno, fanno proprio quello, è così tenero. E i genitori insegnano sul serio ai giovani castori come nuotare.

