Mancano ancora settimane all’apertura vera e propria della finestra di trasferimento estiva, ma gli affari del calcio si stanno già muovendo a ritmo sostenuto – e una delle sue sottotrame più inquietanti riguarda un giocatore che il Milan ha lottato duramente per ingaggiare appena dodici mesi fa.
Secondo Ricevi notizie di calcio Italia, Ardon Jashari – il centrocampista della nazionale svizzera arrivato a San Siro dal Club Brugge nell’estate del 2025 – è ora considerato in vendita, con la Roma che emerge come una potenziale destinazione concreta in vista.
Ardon Jashari: il fantasista nascosto che Milan braccava – quindi non poteva usarlo
Jashariora 23enne, è stato uno dei centrocampisti difensivi più ambiti nel calcio europeo entrato la scorsa estate.
Il Milan si è mosso con decisione per ingaggiarlo dal Club Brugge, superando un iniziale rifiuto della loro offerta di 38 milioni di euro per poi aggiudicarsi il giocatore per circa 36-37 milioni di euro – un esborso significativo, soprattutto dopo la prolungata resistenza del club belga e almeno un’offerta concorrente in Premier League che Jashari ha scelto di rifiutare a favore dei rossoneri.
Il suo profilo è quello del classico trequartista profondo: un numero 6 capace di muoversi all’interno del doppio perno, comodo nel possesso palla e intelligente nel posizionamento senza palla.
Era proprio il profilo che molti top coach individuavano come prioritario. Ma la sua prima stagione al Milan è stata segnata dalla sfortuna: una rottura del perone all’inizio della stagione lo ha messo da parte fino a dicembre, lasciandolo con solo 13 presenze in tutte le competizioni entro la primavera del 2026 e poco tempo prezioso per affermarsi nel sistema.
Ha sei presenze con la Svizzera ed è stato convocato per la Coppa del Mondo 2026, una fase che potrebbe ancora ridefinire il modo in cui sarà inquadrato il suo futuro immediato.
Perché il Milan è pronto a considerare l’impensabile
La logica di vendere Jashari meno di un anno dopo aver pagato 37 milioni di euro per acquisirlo è, in apparenza, difficile da difendere. Eppure il contesto strutturale di Milano lo rende quasi comprensibile.
Dopo la partenza dell’amministratore delegato Giorgio Furlanii rossoneri sono attualmente privi sia di un amministratore delegato permanente che di un direttore sportivo: un vuoto che ha lasciato le operazioni di trasferimento del club in uno stato di vera e propria paralisi.
I rapporti suggeriscono che se le discussioni con i rom o altre parti interessate dovessero diventare serie, al momento non esiste una figura chiara a Milano autorizzata a condurle.
Al di là del caos organizzativo, c’è la scomoda aritmetica della situazione.
Il valore di mercato di Jashari è stimato a circa 25 milioni di euro, ben al di sotto del costo di acquisizione, il che significa che qualsiasi vendita ora rischia una significativa perdita contabile a meno che non sia strutturata in modo intelligente con componenti aggiuntivi e bonus di performance.
Una cifra intorno ai 30 milioni di euro è stata fissata in relazione a un ipotetico approccio della Juventus, offrendo un punto di riferimento approssimativo per ciò che il mercato potrebbe attualmente sopportare.
La disponibilità del Milan anche solo a intrattenere richieste dimostra quanto profondamente la loro strategia di trasferimento abbia perso coerenza, uno schema visibile anche nella gestione della situazione di Rafael Leão quest’estate.
L’analisi italiana è stata criticata. È difficile discutere sull’idea che scaricare Jashari ora getterebbe ulteriori dubbi sulla competenza della proprietà rossonera: si tratta di un giocatore che hanno inseguito incessantemente, e la sua stagione d’esordio è stata condizionata quasi interamente da un infortunio piuttosto che dall’inadeguatezza.
Cosa apporterebbe Jashari alla ricostruzione della Roma
L’interesse della Roma si fonda su una logica riconoscibile. I Giallorossi hanno preso l’abitudine negli ultimi cicli di identificare i giocatori il cui valore nei club rivali è stato oscurato dalle circostanze – infortuni, cambiamenti tattici, interruzioni istituzionali – e di muoversi rapidamente prima che il mercato si corregga.
L’ambizione più ampia alla base dell’attuale ricostruzione della Roma richiede esattamente il tipo di profilo che Jashari rappresenta: un centrocampista tecnicamente esperto, relativamente giovane, capace di ancorare un doppio perno e distribuire dalla profondità.
La Roma è stata attiva nell’individuare rinforzi a centrocampo quest’estate, e la loro attività di trasferimento tra posizioni conferma la volontà di muoversi con decisione quando sarà disponibile il profilo giusto. Jashari – sotto contratto fino al 2030, non ancora 24enne, e con qualcosa da dimostrare – rientra nel modello di un giocatore che vale il rischio calcolato.
L’ostacolo: interessi contrastanti e un club senza leader
I rom non sono soli nel loro interesse. Atalanta hanno preso contatti con l’entourage di Jashari, club in Germania e Inghilterra continuano a monitorare la situazione, e all’inizio del 2026 la Juventus lo avrebbe preso di mira come partner per Manuel Locatelli – con Luciano Spalletti appositamente individuato come ammiratore. La concorrenza è genuina e ampia.
L’assenza di un front office funzionante a Milano complica le cose tanto dal punto di vista della vendita quanto dal punto di vista dell’acquirente.
Nessuna singola figura detiene attualmente l’autorità di fissare un prezzo, negoziare i termini o sanzionare un accordo – e più a lungo persiste il vuoto, più altri pretendenti possono usarlo per fare pressione o semplicemente aspettare che le circostanze rafforzino la determinazione del Milan a vendere.
Cosa succede dopo per Jashari
Due eventi determineranno se questa storia avrà una conclusione prima di agosto.
Il primo è il Mondiale: ottime prestazioni della Svizzera in Nord America convincerebbero il Milan a trattenere un giocatore improvvisamente tornato in forma, oppure accelererebbe la coda di club pronti a soddisfare qualunque prezzo richiesto emergesse.
La seconda è la nomina di un nuovo direttore sportivo del Milan: una volta ricoperto quel ruolo, le intenzioni di trasferimento del club si concretizzeranno rapidamente.
La Roma osserverà entrambi con attenzione. Nel calcio, il destino di un giocatore può cambiare in novanta minuti a giugno con la stessa facilità con cui una decisione del consiglio di amministrazione a luglio.

