Fabio Maria Damato, ospite da Selvaggia Lucarelli al podcast Esaurimentoha parlato di quando ha deciso di interrompere di sua spontanea volontà il rapporto professionale che lo legava alle società di Chiara Ferragni.
“A un certo punto è successo talmente tanto caos che abbiamo perso la direzione. Io sentivo di non poter più essere utile e di non avere più nulla da dare alle aziende di Chiara. Per questo ho deciso di andarmene“.Ha spiegato che Chiara Ferragni in quei giorni era spesso fuori ufficio, quindi ha cercato un momento per parlarle. E lo ha fatto mentre erano in macchina mentre stavano andando a un appuntamento. “Quando io le ho detto questa cosa eravamo in macchina e le ho detto che non c’era più niente che io avessi potuto apportare e quindi le davo le mie dimissioni dalle sue società. E lei mi ha guardato e mi ha detto ok, è finita“.
Una reazione molto asettica a giudicare da queste parole, soprattutto perché Chiara Ferragni e Fabio Maria Damato Erano all’epoca migliori amici, oltre che colleghi. Ma ovviamente questa è la versione di lui, non sappiamo come sia realmente andata.
Fra gli argomenti affrontati da Selvaggia Lucarelli con Fabio Maria Damato (l’intervista completa e gratuita la renderà disponibile domani, su YouTube) c’è anche la lettera che Chiara Ferragni ha letto sul palco del Festival di Sanremo.
“Poi c’è il grande mistero della lettera ‘Cara piccola Chiara’. Ora finalmente puoi dirci la verità: chi ne è l’autore? Sei tu?” / “No, l’autrice della lettera è Chiara Ferragni”. “Completamente?”. “Completamente. Il testo è stato poi rivisto insieme agli autori, ma era assolutamente suo. Chiara era diventata molto gelosa di quel testo: lo sentiva suo, lo percepiva come qualcosa di totalmente personale. Io ricordo che avevo proposto un’altra idea: prendere spunto dal monologo di Kim Kardashian al Saturday Night Live. In realtà, più che un monologo, sono circa quindici minuti durante i quali lei si prende in giro e affronta in modo ironico tutti i cliché che la riguardano. Questa era la mia proposta. Avevo anche organizzato, insieme a Chiara, un incontro con una persona che poteva aiutarci a scrivere il testo: Katia Follesa. Ma poi ha cambiato idea“.
Peccato che il monologo sanremese di Chiara Ferragni sia passato da uno ironico scritto da Katia Follesa a quello celebrativo che abbiamo poi visto sul palco del Teatro Ariston. Sarebbe stato troppo divertente un testo scritto dalla comica: l’autoironia è sempre l’arma più vincente che abbiamo a disposizione.

