dietro la quinta del film biografico su Michael Jackson (FOTO)


Berlino ha ospitato la premiere mondiale di “Michael” e il Global Fan Event Celebration, dove il regista Antoine Fuqua e il cast del biopic su Michael Jackson hanno raccontato il duro lavoro dietro il film.

Berlino ha fatto da cornice ad un evento straordinario: la premiere mondiale del film biografico dedicato a Michael Jackson, Michelediretto da Antonio Fuqua. In occasione del Evento globale per i tifosiabbiamo incontrato il regista e gli interpreti principali del film: Jaafar Jacksonche interpreta il Re del Pop, il giovane Giuliano Valdiche dà volto a Michael da bambino, insieme a Nia Long (Caterina Jackson), Keilyn Durrel Jones (Bill Bray) e al produttore Graham King. Nel cast brillano anche Miles Teller e Colman Domingoche tuttavia non hanno partecipato all’incontro. Il pannello ha messo al centro il percorso umano e artistico dietro un progetto ambizioso, chiamato a raccontare una delle figure più iconiche della musica contemporanea.

Per Jaafar Jacksonnipote di Michael, il viaggio è iniziato nel silenzio. “Oh tenuto segreto per più di un anno alla mia famiglia che avrei interpretato Michael – ha ammesso – Prima volevo essere sicuro di essere all’altezza”. recitazionecon mesi di studio e preparazione prima di avvicinarsi anche solo alla sceneggiatura. Solo dopo un lungo percorso, culminato in uno screen test completo di trucco e parrucco, è arrivata la conferma. Il legame familiare, però, ha avuto un peso emotivo importante: “Leggendo la sceneggiatura mi sono commosso più volte. Mi ha riportato ai ricordi d’infanzia, a quando guardavo Smooth Criminal e provavo a imitarlo”.

Il regista Antonio Fuqua ha sottolineato quanto fosse delicato lavorare sulle scene più intime: “Le performance le conosciamo tutti, ma i momenti privati appartengono a una sfera che non abbiamo mai visto. Noi possiamo creare le condizioni tecniche, ma l’intimità nasce dagli attori. Quando li vedi ridere e vivere davvero quei momenti, capisci che quella è la magia”. Nia Longche interpreta la madre di Michael, ha costruito il suo personaggio partendo dall’empatia: “Volevo che fosse autentica, piena d’amore e rassicurante. Michael è cresciuto sotto gli occhi del mondosenza poter vivere in privato le emozioni più semplici. Ho capito che, restando in quella dimensione materna e creando uno spazio sicuro, la mia interpretazione sarebbe arrivata al pubblico”.

Accanto a Jaafar, il giovane Giuliano Valdi affronta il suo primo ruolo in assoluto interpretando Michael da piccolo. “Mi sono preparato guardando tante interviste e cercando di replicare il modo in cui parlava e si muoveva. La sfida più grande? Il ballo, in particolare la spaccata di James Brown. All’inizio non ero per niente flessibile… mi fa ancora male, ma ne è valsa la pena”.

Diventare Michael, passo dopo passo: disciplina dolore e trasformazione

Il lavoro fisico richiesto agli attori è stato enorme. Fuqua ha ricordato il primo giorno di riprese: “Abbiamo iniziato con Cattivo. Jaafar non era mai stato su un set e ha dovuto affrontare subito qualcosa di difficilissimo. I suoi piedi sanguinavano, non sentiva più le dita, ma ha continuato. È stato come un atleta”.Anche per Jaafar, imparare il linguaggio del corpo di Michael è stato un processo complesso: “All’inizio mi sentivo molto impacciato. Da bambino lo imitavo senza pensarci, ma farlo davvero è un’altra cosa. Ho studiato ogni dettaglio, ma volevo anche sentirlo dentro, non solo copiarlo. Per me era fondamentale catturare la sua essenza”.

Per il regista, girare dentro luogo autentico ha aggiunto un ulteriore livello di realismo: “Aiuta gli attori, li immerge completamente nella storia, soprattutto in luoghi come lo studio di registrazione”. Il momento più intenso per Jaafar, però, è arrivato quando si è visto per la prima volta completamente trasformato: “Sono rimasto cinque minuti davanti allo specchio. Non riuscivo a realizzare. Poi, quando sono salito sul palco per Cattivoè stato emotivo, quasi spirituale. Continuavo a pensare a lui”. Anche Juliano ricorda quell’istante come decisivo: “Era solo uno screen test, ma mi sentivo già dentro il film. Non vedevo l’ora di portare l’energia di Michael sul set”.

Sul set, il rapporto tra gli attori è stato fondamentale, soprattutto nelle scene più intime. “Nia Long mi ha aiutato moltissimo – ha precisato Juliano – In una scena molto emotiva, lei è rimasta nel personaggio anche dopo lo stop della telecamera. Ho fatto lo stesso, e questo mi ha dato molto”. Alla fine, però, tutto torna a ciò che il film vuole lasciare al pubblico. “Spero che sentano la sua presenza, la sua anima – ha detto Jaafar – Che continuino a cantare, a ballare ea lasciarsi ispirare. Michael univa le personeed è questo il suo messaggio”. Juliano ha aggiunto: “Voglio che escano dal cinema cantando, ma anche con una comprensione più profonda di chi fosse davvero, dietro le quinte”.

Raccontare Michael Jacksoncome emerge chiaramente dalle parole del cast, è un obiettivo ambizioso, costruito attraverso anni di preparazione, sacrificio e dedizione. Non significa solo interpretarlo, ma provare, almeno per un momento, a comprendere davvero l’essenza di una leggenda.

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