
In onore del centesimo compleanno del leggendario Mel Brooks, l’American Film Institute passa al secondo posto A qualcuno piace caldo, mettendo al primo come commedia più divertente di sempre Mezzogiorno e mezzo di fuoco.
Ieri quell’uomo e artista leggendario che risponde al nome di Mel Brooks (all’anagrafe Melvin James Kaminsky) ha compiuto 100 anni e l’American Film Institute non avrebbe potuto fargli il regalo migliore. Mezzogiorno e mezzo di fuoconell’originale Selle ardentiselle roventi, il suo western parodia del 1974, ha scalzato dal primo posto della classifica dei film più divertenti di sempre, un classico indiscusso come Una persona piace caldo di Billy Wilder. Un vero e proprio scontro tra titani, che riporta l’attenzione su uno dei film più originali, spassosi e audaci del regista e attore newyorkese, spesso trascurato a favore di film eccelsi come Frankenstein Junior e altri da lui realizzati.
Mezzogiorno e mezzo di fuoco film più divertente di sempre per l’American Film Institute
Quello dell’AFI nei confronti di Mel Brooks è un omaggio dichiarato per il suo centesimo compleanno. Fino a ieri, Mezzogiorno e mezzo di fuoco era stabile al sesto posto della lista stilata dalla celebre associazione, che ha assegnato a Brooks uno dei suoi premi alla carriera e da sempre lo celebra, giustamente, come una gloria nazionale. Una persona piace caldo occupava la prima posizione come “film più divertente di sempre” dal 2000, quando la lista venne ufficialmente presentata per la prima volta. Nel comunicato stampa che annuncia la decisione il presidente dell’AFI ha scritto: “Brooks si lamenta da tempo (dicendo) che il suo film è molto più divertente di A qualcuno piace caldo. Ha ragione! Siamo felici di raddrizzare un torto, mentre Mel celebra il suo centenario. E’ bello essere il re (una celebre citazione di Brooks, ndr) e possa egli vivere fino ad essere un uomo bimillenario. Buon compleanno, Mel!”.
A dimostrazione della stima dell’AFI nei confronti del mitico Mel, va detto che sono tre i film da lui realizzati che appaiono tra i primi 15. Oltre a Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Per favore, non toccate le vecchiette è in undicesima posizione, seguito al numero 13 da Frankenstein Junior. È difficile scegliere tra i suoi film quello che ci ha divertito di più, ma il western parodistico con Gene Wilder e Cleavon Piccolo (entrambi purtroppo scomparsi da tempo), è sicuramente uno dei migliori. Alla sua uscita, amato dal pubblico, venne accolto negativamente dalla critica per la sua “volgarità” (l’uso delle flatulenze in una celebre scena, l’uso del termine negro, il governatore interpretato da Brooks che di cognome fa Le Petomane, i doppi sensi spinti), senza notare l’efficacia del suo messaggio antirazzista (che nell’America contemporanea suona più urgente che mai) e un finale geniale con la rottura della quarta parete (non la prima nel film), che anticipa molti film successivi. Per non parlare ovviamente della puntuale parodia di un genere come il western, presentato dal cinema classico hollywoodiano come eroico. Una commedia del genere oggi sarebbe impensabile e improponibile e dobbiamo essere grati a Mel Brooks per averci fatto ridere di pancia, senza censura, a volte in modo un po’ infantile, ma sempre con un gran cuore e un fondo di verità. Perché la commedia, come lui ci ha ricordato, deve sempre correre dei rischi e camminare su una linea molto sottile, e, “va bene non ferire i sentimenti di varie tribù e gruppi”, ma essere troppo cauti finisce per indebolirne la capacità di mettere in mostra e denunciare delle scomode verità. Dunque (più) lunga vita all’unico re della commedia, Mel Brookse ai suoi film!
