Perché questo film della saga di Indiana Jones non funziona? C’è un buon motivo

Intervistata da Vulture, Kathleen Kennedy, ex-presidente della Lucasfilm, ha raccontato cosa successo dietro le quinte di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo: le incertezze del film erano dovute a un braccio di ferro fra tre contendenti che conosciamo bene…

Il frigo!“Risponderà forse in coro il fandom di Indiana Jonesquando gli venga eventualmente chiesto cosa ci fosse di davvero sbagliato in Indiana Jones e il regno del teschio di cristalloil quarto capitolo di Steven Spielbergideato da Giorgio Lucas e naturalmente interpretato da Harrison Ford. Qualcun altro forse si identificherà in Shia La Beouf nei panni del figlio di Indy la causa del problema, altri ancora punteranno sulla questione alieni. Stando a Katleen Kennedyche prima di diventare presidente della Lucasfilm fu come d’abitudine coproduttore del film, quest’ultima fazione potrebbe aver colto l’oggetto effettivo del contendere, anche per chi il film lo realizzò.


Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, George Lucas voleva gli alieni, Steven Spielberg e Harrison Ford proprio no

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008) non è stato un flopanzi: incassò nel mondo 786.636.000 dollari, a fronte di un budget sui 185 milioni, però segnò il momento in cui il marchio cominciò a perdere colpimolto prima che il flop arrivasse sul serio con Indiana Jones e il quadrante del destino (2023). Sembra curioso scriverlo, considerando la fascinazione di Steven Spielberg per gli alienievidente anche nel suo Giorno della divulgazione in sala proprio in questi giorni, ma non era affatto un fan dell’oggetto dell’impresa ideato da Giorgio Lucas. E anche Harrison Ford era parecchio perplesso e riluttante. Una volta tanto queste notizie non arrivano dalle voci ma da Katleen Kennedy: prima ancora di essere stata la presidente della Lucasfilm dopo l’acquisizione da parte della Disney a fine 2012, fino ai primi del 2026, ha sempre fatto parte della squadra di produzione degli Indiana Jones, sin dagli esordi. Chiacchierando con Vulture di quella lavorazione, oggi ricorda: “Steven non poteva accettare quel film. Harrison non poteva accettare quel film. Non volevamo fare un Predatori con gli alieni, quasi ci litigarono con George. (…) Alla fine fecero quello che voleva George, forse fu la scelta giusta. Ma Harrison e Steven non avevano abbracciato il film al 100%. Ecco perché il film, dei quattro che Steven ha fatto, è il più debole. E per quello Harrison era così deciso a realizzare il Quadrante. Non voleva entrare in quel modo.”
Vuture ha raccolto dichiarazioni anche dello stesso Lucas, che ammette di aver fatto riscrivere il copione cinque volteprima di riuscire a convincere Steven con l’idea “che non fossero alieni, ma esseri da un’altra dimensione” (ehm). Persino il direttore della fotografia Janusz Kaminski è critico verso sé stesso, col senno di poi: “È l’unico film in cui abbia cercato di copiare il look impostato da qualcun altroe non credo di esserci riuscito, perché Douglas Slocombeche aveva fatto gli altri film di Indiana Jones, era brillante. E io non sono Douglas.”
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